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Atomoxetina

Strattera

Tossicità - Qual è la tossicità di Atomoxetina?

Sovradosaggio: nel periodo post-marketing sono stati segnalati casi non fatali di sovradosaggio acuto e cronico di atomoxetina. I sintomi da sovradosaggio acuto e cronico più comunemente riportati sono stati disturbi gastrointestinali, sonnolenza, vertigini, tremore e comportamento anomalo. Sono stati inoltre riscontrati iperattività, agitazione, tachicardia, aumento della pressione sanguigna, midriasi, secchezza delle fauci, prurito e rash cutaneo. La maggior parte degli eventi sono stati di grado da lieve a moderato. In alcuni casi di sovradosaggio con atomoxetina si sono osservati convulsioni e molto raramente prolungamento dell’intervallo QT. Casi fatali di sovradosaggio acuto sono associati solo alla contemporanea assunzione di atomoxetina con almeno un altro medicinale. Gli studi clinici fino ad ora condotti forniscono dati limitati relativi al sovradosaggio. In caso di sovradosaggio è necessario effettuare la ventilazione artificiale al paziente che abbia ingerito una dose eccessiva di atomoxetina. Il carbone attivo può essere efficace per limitare l’assorbimento del farmaco se usato entro un’ora dall’ingestione di atomoxetina. Si raccomanda il monitoraggio dei parametri vitali e cardiaci del paziente. È necessario impiegare adeguate misure sintomatiche e di supporto. Il paziente deve essere tenuto sotto osservazione per almeno 6 ore.

Tossicologia: studi preclinici di sicurezza, farmacologia, tossicità, cancerogenicità e tossicità riproduttiva non hanno evidenziato nessun rischio particolare per l’uomo. Le massime dosi tollerate negli animali hanno prodotto esposizioni all’atomoxetina simili o leggermente superiori a quelle che sono ottenute nei pazienti metabolizzatori lenti CYP2D6 con la massima dose giornaliera raccomandata.
È stato condotto uno studio su ratti giovani per valutare gli effetti dell’atomoxetina sulla crescita e sullo sviluppo neuro-comportamentale e sessuale. Sono stati riscontrati lievi ritardi nella maturazione della pervietà vaginale (tutte le dosi) e della separazione del prepuzio (= 10 mg/kg/die), lieve diminuzione del peso dell’epididimo e della conta spermatica (= 10 mg/kg/die); non si sono comunque verificati effetti sulla fertilità o sulla capacità riproduttiva. Il significato di questi risultati per l’uomo non è noto.

Tossicità riproduttiva: sono stati condotti studi su conigli in gravidanza per valutare la tossicità riproduttiva dell’atomoxetina. Durante il periodo di organogenesi i conigli gravidi sono stati trattati con dosi di atomoxetina fino a 100 mg/kg/die. A tale dosaggio si sono verificati riduzione della nascita dei feti vivi, aumento del riassorbimento precoce, lieve aumento dell’incidenza di origine atipica dell’arteria carotidea e dell’assenza dell’arteria succlavia. Con la dose di 30 mg/kg/die non sono stati riscontrati effetti tossici a livello riproduttivo. A dosi di 100 mg/kg/die sono stati osservati differenti valori di AUC (area sotto la curva) nei conigli: l’esposizione all’atomoxetina non legata a proteine plasmatiche è risultata circa 3,3 volte (nei metabolizzatori rapidi CYP2D6) e 0,4 volte (nei metabolizzatori lenti CYP2D6), rispetto a quella negli uomini ad una dose massima giornaliera di 1,4 mg/kg/die. La correlazione di questi dati con l’uomo non è nota e i dati degli studi clinici a riguardo sono ancora equivoci. La Food and Drug Administration ha inserito l’atomoxetina in classe C per l’uso in gravidanza. In questa classe sono inseriti i farmaci i cui studi sugli animali hanno rilevato effetti dannosi sul feto (teratogenico, letale o altro) e non ci sono studi controllati in donne oppure i farmaci per i quali non sono disponibili studi né sull'uomo né sull'animale. I farmaci di classe C dovrebbero essere somministrati solo se il potenziale beneficio per la madre giustifica il potenziale rischio per il feto.

DL50: dopo somministrazione orale 196 mg/kg (a digiuno); >300 mg/kg (non a digiuno) (topi) (USP, United States Pharmacopoeia).