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Finasteride

Propecia, Proscar e altri

Tossicità - Qual è la tossicità di Finasteride?

Sovradosaggio: in pazienti trattati con dosi singole di finasteride fino a 400 mg o dosi fino a 80 mg/die per tre mesi non è stata osservata insorgenza di effetti collaterali. In caso di sovradosaggio, interrompere la terapia con finasteride e procedere a trattamento sintomatico.

Tossicità riproduttiva: negli animali di laboratorio la somministrazione di finasteride per lunghi periodi può causare diminuzione della fertilità. Anche nell’uomo la somministrazione di finasteride può provocare effetti sulla fertilità maschile o sulla conta spermatica; in alcuni pazienti è stata osservata riduzione del volume di eiaculazione.
Studi su ratti e topi hanno evidenziato che la somministrazione di finasteride per via orale durante la gravidanza può indurre un incremento dose-dipendente dell’incidenza di ipospadia (anormalità dei genitali esterni) nel feto maschio (0,1-100 mg/kg/die di finasteride, incidenza pari a 3,6-100%). L’assunzione del farmaco può causare anche riduzione della distanza anogenitale, ma con incidenza minore e parzialmente reversibile dopo la nascita (0,003-100 mg/kg/die, incidenza pari a 4,2-38%). La finasteride non sembra causare malformazioni nei feti femmina. Anormalità nei genitali esterni dei feti maschi sono state riscontrate anche nelle scimmie, in seguito a somministrazione per via orale di alte dosi di finasteride (2 mg/kg/die) in un periodo compreso tra il ventesimo e il centesimo giorno di gestazione. La somministrazione di finasteride per via endovenosa (8, 80, 800 ng/die) durante la gravidanza non sembra essere associata a tali effetti (Clark et al., 1990; Prahalada et al., 1997).
Non sono disponibili studi specifici sull’uomo. La FDA ha inserito la finasteride in classe X per l’impiego in gravidanza. Tale classe comprende i farmaci i cui studi hanno evidenziato lo sviluppo di anomalie fetali sia nell’animale che nell’uomo e i farmaci che, in base all’esperienza sull’uomo, aumentano il rischio di anomalie fetali. I farmaci appartenenti alla classe X sono controindicati in donne che sono o che potrebbero essere in gravidanza, poichè i rischi derivanti dall’uso del farmaco sono maggiori dei possibili benefici.

Cancerogenicità: la somministrazione di finasteride per 24 mesi in ratti maschi e femmine non ha evidenziato effetti cancerogeni associati al farmaco (dosi equivalenti a 111 e 274 volte la dose di finasteride raccomandata nell’uomo per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna). Alcuni studi hanno invece evidenziato che nei ratti la somministrazione di finasteride in dosi equivalenti a 228 volte la dose impiegata nell’uomo (5 mg/die) causa un aumento dell’incidenza di adenomi nelle cellule di Leydig, mentre nei ratti e nei topi è stata osservata iperplasia delle cellule di Leydig (dosi equivalenti a 39 e 23 volte la dose raccomandata nell’uomo). Tali effetti sono probabilmente causati dall’aumento dei livelli sierici di ormone luteinizzante (LH) in seguito al trattamento con finasteride ad alte dosi.

Mutagenicità: la finasteride non ha mostrato proprietà mutagene su cellule batteriche o cellule di mammifero in vitro. Aberrazioni cromosomiche su cellule ovariche sono state osservate, in vivo, dopo esposizione a concentrazioni elevate di finasteride (equivalenti a 4000-5000 volte il livello del picco plasmatico di una dose pari a 5 mg).

DL50: dopo somministrazione orale pari a 500 mg/kg (topi femmine e maschi); 400 mg/kg (ratto maschio); 1000 mg/kg (ratto femmina).