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Ketorolac

Toradol, Lixidol e altri

Avvertenze - Quali informazioni conoscere prima di usare Ketorolac?


         

Tossicità gastrointestinale: il ketorolac presenta un rischio potenziale elevato di tossicità gastrointestinale (in particolare ulcera peptica ed emorragia gastrointestinale). Considerando la classe farmacologica di appartenenza del ketorolac, i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e in particolare il suo sottogruppo, i FANS non selettivi, il rischio di tossicità gastrointestinale è stato giudicato elevato per ketorolac e piroxicam, intermedio per ketoprofene, indometacina, naprossene e diclofenac, basso per ibuprofene (Nota AIFA 66, 2011).
In uno studio caso-controllo che ha coinvolto acido acetilsalicilico, FANS non selettivi e coxib (FANS selettivi sull’isoforma 2 della cicloossigenasi), il rischio di emorragia gastrointestinale per ulcera peptica è risultato minimo per aceclofenac (rischio relativo 3,1) e massimo per ketorolac (rischio relativo 14,4) (Lanas et al., 2006). L’associazione dei FANS con l’acido acetilsalicilico, anche a basso dosaggio, aumenta la tossicità gastrointestinale. Per ridurre il rischio di effetti avversi a carico del tratto gastrointestinale, l’AIFA raccomanda di utilizzare il ketorolac per le indicazioni terapeutiche approvate, al dosaggio efficace più basso possibile e per il minor tempo possibile (5 giorni per la terapia orale, 2 giorni per la terapia parenterale).

Pazienti anziani: potrebbe essere necessario in questa classe di pazienti ridurre il dosaggio di ketorolac. I pazienti anziani risultano più esposti alla tossicità gastrica da FANS (ulcera, emorragia) rispetto ai giovani adulti. I pazienti anziani inoltre possono presentare una ridotta funzionalità renale, fisiologica con l’aumentare dell’età, che potrebbe portare ad una riduzione dell’eliminazione del ketorolac con conseguente aumento della tossicità del farmaco. In questa classe di pazienti potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose e/o un aumento dell’intervallo di tempo fra le dosi.

Insufficienza renale: monitorare la funzionalità renale (creatinina sierica e clearance renale della creatinina) e se necessario ridurre il dosaggio di ketorolac. I FANS possono peggiorare la funzionalità del rene, modificandone la perfusione, per inibizione della sintesi prostaglandinica. L’azione dei FANS risulta particolarmente significativa quando la perfusione del rene dipende dall’azione vasodilatante delle prostaglandine come ad esempio in caso di ipovolemia, disidratazione, insufficienza cardiaca e stenosi dell’arteria renale. Il rischio di insufficienza renale da FANS aumenta in caso di trattamenti farmacologici prolungati e/o somministrazione di dosaggi elevati. Il ketorolac è controindicato nei pazienti con creatinina sierica > 1,8 mg/dL.

Insufficienza epatica: in questa classe di pazienti monitorare la funzionalità epatica durante la terapia con ketorolac.

Pazienti con asma: il ketorolac può indurre nei pazienti asmatici broncospasmo e shock (per interazione con il metabolismo dell’acido arachidonico).

Ipertensione, insufficienza cardiaca: la somministrazione di FANS a pazienti con ipertensione o insufficienza cardiaca può indurre ritenzione idrica ed edema con peggioramento della patologia cardiovascolare.

Rischio cardiovascolare: i FANS possono aumentare il rischio di eventi trombotici in particolare ictus e infarto miocardico soprattutto quando somministrati per tempi prolungati. Nei pazienti con malattia cardiovascolare o fattori di rischio cardiovascolari la somministrazione prolungata dei FANS richiede cautela.

Malattie infiammatorie croniche intestinali: i FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti affetti da colite ulcerosa e morbo di Crohn perchè possono indurre un peggioramento della malattia.

Cicatrizzazione: i FANS tendono a rallentare il processo cicatriziale. Questo effetto è potenziato quando i FANS sono associati agli steroidei somministrati per via topica.

Problemi alla cornea: i FANS topici possono provocare infiammazione della cornea (cheratite). L’uso oftalmico prolungato dei FANS topici può inoltre provocare rottura dell’epitelio corneale (favorita dalla co-somministrazione di steroidi topici), assottigliamento della cornea, erosione della cornea, ulcerazione e/o perforazione della cornea. Gli effetti avversi sono stati riscontrati in pazienti trattati con i FANS topici per le due settimane successive all’intervento chirurgico.
I pazienti con sintomi riconducibili a rottura della cornea devono interrompere prontamente la somministrazione di ketorolac.

Porfiria: il ketorolac è stato inserito nella classe di farmaci potenzialmente porfirinogenici (classificazione del The Norwegian Porphyria Centre - NAPOS), pertanto il suo utilizzo nei pazienti con porfiria è raccomandato solo se non sono disponibili farmaci meno porfirinogenici.

Acido acetilsalicilico: l’acido acetilsalicilico a basso dosaggio è impiegato come antiaggregante piastrinico in pazienti a elevato rischio cardiovascolare (terapia cronica). La somministrazione di ketorolac in pazienti che assumono acido acetilsalicilico non è raccomandata per il rischio di grave tossicità gastrointestinale (ulcera peptica, emorragia gastrointestinale, emorragia digestiva superiore).

Emostasi: il ketorolac inibisce la funzionalità piastrinica e potrebbe indurre un aumento del tempo di sanguinamento. La sua somministrazione in associazione a farmaci con attività anticoagulante o antiaggregante piastrinica non è raccomandata, incluso il trattamento profilattico con eparina a basso dosaggio (2500-5000 UI).

Tossicità cutanea: la somministrazione di FANS è stata associata a comparsa di gravi effetti collaterali quali dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica. Tali effetti avversi possono avere esordio improvviso. La comparsa di reazioni cutanee durante terapia con ketorolac richiede l’interruzione della somministrazione del farmaco.

Benzalconio cloruro: il benzalconio cloruro, utilizzato come conservante nelle formulazioni oftalmiche contenenti ketorola, può provocare irritazione oculare. In caso di uso di lenti a contatto, la lente deve essere rimossa 15 minuti prima di instillare la soluzione contenente ketorolac e può essere reinserita dopo aver atteso almeno 15 minuti dalla somministrazione del collirio. Il benzalconio cloruro può infatti modificare il colore della lente. Evitare di mettere a contatto il benzalconio cloruro con le lenti morbide.

Attività che richiedono attenzione e coordinamento costante: poichè il ketorolac può indurre sonnolenza, si raccomanda cautela nello svolgimento di attività che richiedano attenzione e coordinazione costanti quando il ketorolac è somministrato per via sistemica (orale o parenterale). Cautela anche in caso di somministrazione oftalmica di ketorolac perchè l’instillazione del collirio può provocare un transitorio offuscamento della vista.

Gravidanza: poichè la somministrazione dei FANS durante la gravidanza può indurre effetti tossici sullo sviluppo embriofetale, effettuare un test di gravidanza prima di iniziare il trattamento con ketorolac, quindi ricorrere a validi metodi contraccettivi durante la terapia farmacologica.

         


Nota:
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In particolare I&B autorizza e predispone la pubblicazione dei contenuti di questa sezione "Avvertenze", con licenza GFDL e CC-BY_SA, sulla pagina dell'enciclopedia libera alla Voce "Ketorolac".