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Levofloxacina

Levoxacin, Tavanic e altri

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Levofloxacina?


         

Antidiabetici: gli antibiotici fluorochinolonici possono provocare sia ipoglicemia sia iperglicemia (Lewis, Mohr, 2008), ed alterare perciò l’attività dei farmaci antidiabetici eventualmente co-somministrati.

Antifungini: è stata osservata un’interazione sinergica tra Amfotericina B e levofloxacina contro C. albicans e A. fumigatus; tra caspofungina e levofloxacina contro A. fumigatus; un’interazione antagonistica tra fluconazolo e levofloxacina contro C. albicans (Stergiopoulou et al., 2009).

Antimalarici: poichè sia i chinoloni sia gli antimalarici possono indurre prolungamento dell’intervallo QT e aritmia (Bril et al., 2010), non è raccomandato l’uso concomitante di tali farmaci.

Carbonato di calcio, glibenclamide e ranitidina: studi di farmacologia clinica hanno dimostrato che la farmacocinetica non viene modificata in modo clinicamente rilevante quando la levofloxacina viene somministrata insieme a questi farmaci in soggetti sani. Tuttavia, in soggetti affetti da fibrosi cistica, che presentano un tempo di transito intestinale più lento rispetto ai soggetti sani, la somministrazione di calcio carbonato a due ore di distanza dalla levofloxacina, ha determinato una riduzione della concentrazione massima dell’antibiotico del 19% ed un aumento del tempo di picco del 37% e queste differenze hanno causato una mancanza di bioequivalenza (Pai et al., 2006).

Ciclosporina, tacrolimus: la levofloxacina aumenta significativamente l’AUC ed altri parametri farmacocinetici di ciclosporina e tacrolimus di circa il 25%, inibendo parzialmente il loro metabolismo (Federico et al., 2006).

Cibo: rallenta l’assorbimento della levofloxacina senza alterarne la biodisponibilità (Lee et al., 1997).

Corticosteroidi: in associazioni ai fluorochinoloni è stato osservato un aumento del rischio di danno ai tendini. L’uso combinato di un corticosteroide con un antibiotico fluorochinolonico non è raccomandato (European Medicines Agency – EMA, 2018a).

Digossina: è stato ipotizzato che la levofloxacina possa aumentare la biodisponibilità della digossina eliminando la flora intestinale deputata alla sua metabolizzazione e alterare la sua velocità di eliminazione. Tuttavia, in uno studio randomizzato, placebo-controllo, in doppio cieco non sono stati rilevati interazioni farmacocinetiche significative tra i due farmaci somministrati a 12 soggetti sani (Chien et al., 2002).

Estrogeni: come tutti gli antibiotici, anche i chinoloni possono ridurre l’effetto contraccettivo degli estrogeni.

FANS: la somministrazione di alcuni chinoloni in associazione ad alcuni farmaci antinfiammatori non steroidei può indurre l’insorgenza di convulsioni (Kim et al., 2009).

Farmaci metabolizzati dal CYP1A2: i chinoloni inibiscono l’attività del CYP1A2 (Fuhr et al., 1992) e possono così potenziare gli effetti dei farmaci metabolizzati da tale enzima, con il conseguente rischio di tossicità.

Fenbufene: la somministrazione contemporanea di fenbufene può determinare l’insorgenza di crisi convulsive; il fenbufene, infatti, causa un aumento della permeabilità della levofloxacina a livello del sistema nervoso centrale, facilitando l’interazione dell’antibiotico con l’acido g-aminobutirrico (Iwamoto et al., 1993).

Magnesio, calcio, cromo, manganese, sali di ferro, cobalto, nichel, rame, cadmio: la disponibilità in vitro della levofloxacina è risultata significativamente ritardata in presenza di questi ioni metallici (Sultana et al., 2004).

MC-207,110: in presenza di questo inibitore della pompa ad efflusso multifarmaco, in vitro, la resistenza di Pseudomonas aeruginosa ai fluorochinoloni diminuisce significativamente (Coban et al., 2004).

Omeprazolo: dall’analisi di dati farmacocinetici urinari emerge che la levofloxacina e l’omeprazolo non danno luogo ad interazioni quando somministrati contemporaneamente (Faruquee et al., 2010).

Oppiacei: durante la terapia con levofloxacina, si possono ottenere risultati falsopositivi nel test per la determinazione degli oppiacei nelle urine (Baden et al., 2001).

Pentamidina isetionato: sia la pentamidina sia i fluorochinoloni possono indurre prolungamento dell’intervallo QT e aritmie (Simkó et al., 2008) pertanto non è raccomandato l’uso concomitante di questi farmaci.

Pirazinamide: le linee guida americane e canadesi prevedono l’uso di un fluorochinolone e di pirazinamide per il trattamento della tubercolosi latente multi-farmaco resistente, ma l’uso combinato di levofloxacina e pirazinamide in 17 pazienti è stato poco tollerato, avendo provocato gravi effetti avversi. Il meccanismo alla base della probabile interazione tra questi farmaci non è ancora stata chiarita (Papastavros et al., 2002).

Probenecid, cimetidina: diminuiscono la clearance renale della levofloxacina e ne aumentano l’emivita, ma tali effetti sono di scarsa rilevanza clinica (Fish, Chow, 1997).

Procainamide, N-acetilprocainamide: la levofloxacina riduce le clearances renali di questi composti (Bauer et al., 2005).

Ranelato di stronzio: in presenza di cationi, si verifica una riduzione dell’assorbimento dei chinoloni (Shakeri-Nejad, Stahlmann, 2006); per questo motivo è sconsigliato l’uso concomitante di levofloxacina e ranelato di stronzio.

Rifampina: ha un effetto antagonistico sull’efficacia di alte dosi di levofloxacina in infezioni stafilococciche sperimentali da corpo estraneo (Murillo et al., 2008).

Sali di ferro, di zinco, antiacidi contenenti magnesio o alluminio: riducono l’assorbimento degli antibiotici chinoloni attraverso un meccanismo di chelazione (Shakeri-Nejad, Stahlmann, 2006).

Succo d’arancia: diminuisce la concentrazione massima della levofloxacina, in particolare se arricchito in calcio (bioinequivalenza), e posticipa il tempo di picco di circa il 50%.
Poichè non varia l’esposizione complessiva all’antibiotico, è probabile che tale interazione sia dovuta alla competizione tra la levofloxacina e i componenti del succo d’arancia per i meccanismi di trasporto intestinale piuttosto che ad un meccanismo di chelazione (Wallace et al., 2003).

Sucralfato: il sucralfato, contenendo ioni metallici, riduce l’assorbimento dei chinoloni, quando somministrato in contemporanea ad essi (Brouwers, 1992). Somministrare il sucralfato almeno 2 ore dopo l’antibiotico.

Teofillina: è stato riportato un caso di diminuita clearance della teofillina in un paziente in terapia con teofillina e claritromicina in seguito all’introduzione di levofloxacina (Nakamura et al., 2001).

Warfarin: nonostante piccoli studi prospettici non abbiano rivelato alcuna interazione tra levofloxacina e warfarin, diversi case reports hanno indicato che l’antibiotico può potenziare significativamente l’effetto anticoagulante del warfarin (Jones, Fugate, 2002; Vadlamudi et al., 2007).