BrandMemo | manage and share brands you love  Pharmamedix su Facebook  Pharmamedix su Twitter
 Home | News | About us | Comitato scientifico | Iscriviti | Utenti | Etica | Contenuti | Guida | Faq | Stage | Contatti
Logo Pharmamedix
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Lisinopril

Zestril, Zestoretic e altri

Tossicità - Qual è la tossicità di Lisinopril?


         

Sovradosaggio: in caso di sovradosaggio di lisinopril possono comparire ipotensione grave con alterazioni elettrolitiche, insufficienza renale e shock. Il paziente deve essere attentamente monitorato per verificare la stabilità delle funzioni vitali. Se le condizioni del paziente lo consentono e si può intervenire rapidamente, entro la mezz’ora dall’ingestione del farmaco, è possibile ridurre l’assorbimento del lisinopril ricorrendo a lavanda gastrica oppure alla somministrazione di adsorbenti e solfato di sodio. In caso di ipotensione grave, somministrare per endovena soluzione fisiologica. Considerare eventualmente la somministrazione di angiotensina II. Il lisinopril può essere rimosso tramite emodialisi: nel caso non utilizzare membrane da dialisi ad alto flusso in poliacrilonitrile (rischio di reazioni anafilattoidi).

Tossicità riproduttiva: gli ACE-inibitori sono associati a tossicità embriofetale quando somministrati in gravidanza. L’assunzione di ACE-inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non è associato a teratogenicità ma è stato osservato un aumento significativo dell’incidenza di malformazioni congenite comprendenti pervietà del dotto arterioso, ed alterazioni dell’ossificazione delle ossa del cranio. In uno studio clinico retrospettivo che ha studiato una coorte di più di 29.000 bambini, è emerso un rischio aumentato di malformazioni maggiori congenite (RR:2,71 IC 95% 1,7-4,3) per i bambini esposti ad ACE-inibitori nei primi tre mesi di gravidanza rispetto ai bambini non esposti a farmaci antipertensivi. I bambini esposti agli ACE-inibitori hanno presentato un rischio aumentato per malformazioni cardiache e del sistema nervoso, ma non per altre malformazioni anche se in un’analisi successiva è emerso un rischio aumentato anche per malformazioni renali (Cooper et al., 2006). L’esposizione ad ACE-inibitori durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza ha determinato fetotossicità (alterata funzionalità renale, disgenesia tubulare renale, oligoidramnios, ritardata ossificazione del cranio, ipoplasia polmonare, ritardo della crescita intrauterina, morte fetale) e tossicità neonatale (insufficienza renale, anuria neonatale, ipotensione, iperkaliemia). E’ probabile che gli effetti tossici degli ACE-inibitori sullo sviluppo del feto siano dovuti all’azione di questa classe di farmaci sul sistema renina-angiotensina-aldosterone e in parte anche all’ischemia causata dall’ipotensione materna e al ridotto flusso di sangue al feto attraverso la placenta (Buttar, 1997). Il lisinopril può essere rimosso dalla circolazione fetale con la dialisi peritoneale.

Cancerogenicità: non sono stati evidenziati effetti cancerogeni in animali (ratti maschi e femmine) trattati con una dose pari a 110 volte la dose massima giornaliera definita per l’uomo per un tempo di 105 settimane.

DL50: dopo somministrazione orale > 20 g/kg (topo, ratto); > 6 g/kg (cane). Dopo somministrazione endovena > 10 g/kg (topo); dopo somministrazione intraperitoneale > 10 g/kg (ratto).