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Metoclopramide

Plasil, Geffer e altri

Effetti collaterali - Quali sono gli effetti collaterali di Metoclopramide?


         

Cardiovascolari: diminuzione della pressione, edema, tachicardia sopraventricolare; sincope, bradicardia, arresto cardiaco, blocco atrioventricolare, blocco del seno, prolungamento dell’intervallo QT, torsione di punta.
Gli effetti avversi cardiovascolari sono stati osservati soprattutto dopo somministrazione endovenosa di metoclopramide.

Centrali: sonnolenza, depressione, sintomi parkinsoniani (tremori, rigidità, acinesia), debolezza, affaticamento, agitazione, insonnia, cefalea, capogiri, delirio, contrazioni involontarie dei muscoli della faccia, degli occhi, del collo, degli arti o della lingua (distonie), alterazioni del movimento (discinesie), sindrome neurolettica maligna (sindrome potenzialmente letale associata all’uso di farmaci con proprietà neurolettiche e caratterizzata da tachicardia, sudorazione intensa, aritmia, tremori, febbre alta, ipo od ipertensione); discinesia tardiva (movimenti del corpo involontari e ripetitivi, raramente reversibili) e confusione mentale (soprattutto nei pazienti anziani).
Gli effetti centrali della metoclopramide sono dovuti alla sua capacità di attraversare la barriera ematoencefalica. I disturbi neurologici potenzialmente gravi comprendono fra gli altri i sintomi extrapiramidali, che sono risultati più frequenti nei bambini rispetto agli adulti, e la discinesia tardiva, in particolare nei pazienti anziani. I sintomi extrapiramidali più comuni con metoclopramide sono rappresentati dalle distonie acute, la cui incidenza è pari allo 0,2% (1 su 500) a dosi di 30-40 mg/die. In uno dei database che raccolgono le segnalazioni spontanee di effetti collaterali della metoclopramide, i sintomi extrapiramidali rappresentano circa la metà di tutte le segnalazioni (1749 casi su 4005 fino a dicembre 2011) e l’incidenza nella popolazione pediatrica è risultata 6 volte quella osservata nei pazienti adulti (European Medicines Agency, 2013).

Dermatologici: rash cutanei o maculopapulosi, prurito.

Ematici: metaemoglobinemia (reversibile con la somministrazione di blu di metilene), sulfaemoglobinemia, agranulocitosi.
La comparsa di metemoglobinemia è stata osservata soprattutto nei neonati ed è probabilmente correlabile a deficit dell’enzima NADH citocromo-b5 reduttasi.

Endocrini: iperprolattinemia, disturbi mestruali (amenorrea) e della sfera sessuale (diminuzione della libido e impotenza), galattorrea, ginecomastia, incremento dei livelli plasmatici di aldosterone.

Gastrointestinali: nausea, dolori addominali, secchezza delle fauci per ridotta secrezione salivare (xerostomia), diarrea o stipsi.

Genitourinari: riduzione del flusso plasmatico renale; incontinenza urinaria (Kohli-Kumar et al., 1991).

Oftalmici: sono stati segnalati casi di diplopia (percezione dell’immagine doppia), visione offuscata, crisi oculogira (rotazione involontaria degli occhi), scotoma scintillante (percezione di luci lampeggianti), compromissione della visione, disturbi del movimento oculare, spasmo del muscolo ciliare, strabismo (ReA, 2009).

Sistemici: astenia, iponatriemia, reazioni di ipersensibilità incluse reazioni anafilattiche (maggior numero di segnalazioni in caso di somministrazione per endovena).