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Nebivololo

Lobivon, Nebilox e altri

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Nebivololo?

Interazioni farmacodinamiche dei beta bloccanti

Amiodarone: somministrato in associazione ai beta bloccanti può aumentare l'effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare (rallentamento della conduzione atrio ventricolare).

Antiaritmici di classe I (chinidina, idrochinidina, cibenzolina, flecainide, disopiramide, lidocaina, mexiletina, propafenone): in associazione ai beta bloccanti può aumentare il tempo di conduzione tra atrio e ventricolo e si può avere una diminuzione della forza di contrazione del cuore (aumento dell’effetto inotropo negativo). L'associazione non è raccomandata (Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA, 2019).

Antipertensivi ad azione centrale (clonidina, guanfacina, moxonidina, metildopa, rilmenidina): in associazione ai beta bloccanti si può avere un peggioramento dello scompenso cardiaco per riduzione del tono simpatico a livello centrale (riduzione della frequenza cardiaca e della gittata cardiaca associata a vasodilatazione). Inoltre, la sospensione improvvisa dell'antipertensivo nel paziente che assume anche il beta bloccante può causare un rialzo dei valori di pressione arteriosa come effetto “rebound”. L'associazione non è raccomandata (Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA, 2019).

Antipsicotici, antidepressivi (tricilici, fenotiazine, barbiturici): in associazione ai beta bloccanti si può avere un effetto additivo di ipotensione. L'associazione richiede cautela.

Calcioantagonisti non diidropiridinici (verapamil, diltiazem): in associazione ai beta bloccanti si osserva una riduzione della contrattilità del muscolo cardiaco e un effetto negativo sulla conduzione atrio-ventricolo. La somministrazione per endovena del verapamil a pazienti in terapia con beta bloccanti può causare una forte ipotensione e il blocco atrio-ventricolare (Richards, Tobe, 2014; Bailey, Carruthers, 1991). L'associazione non è raccomandata.

Calcio antagonisti diidropiridinici (amlodipina, felodipina, lacidipina, nifedipina, nicardipina, nimodipina, nitrendipina): in associazione ai beta bloccanti si può verificare una riduzione eccessiva dei valori pressori. Nei pazienti con scompenso cardiaco, la co-somministrazione dei due tipi di farmaci può causare un peggioramento della funzione di pompa del muscolo cardiaco. L'associazione richiede cautela.

Desflurano, Isoflurano, Sevoflurano: l'uso degli anestetici alogenati in pazienti in terapia con beta bloccanti può ridurre la tachicardia riflessa e aumentare il rischio di ipotensione. L'uso concomitante richiede cautela.

Insulina, antidiabetici orali: i beta bloccanti possono mascherare segni di ipoglicemia quali tachicardia e palpitazioni.

Interazioni farmacocinetiche

Cimetidina: sebbene la cimetidine abbia evidenziato un aumento (21-23%) del picco plasmatico e dell’AUC (area sotto la curva concentrazione-tempo, che indica l’esposizione sistemica al farmaco) del nebivololo, dei suoi enantiomeri e dei metaboliti idrossilati, non è risultata influenzare gli effetti cardiovascolari del beta bloccante. Nello studio di interazione la dose di cimetidina somministrata era di 400 mg due volte al giorno, 24 ore prima e 48 ore dopo la somministrazione di una dose singola di 5 mg di nebivololo (Kamali et al., 1997). Il produttore del farmaco raccomanda di somministrare in due momenti differenti il nebivololo (ai pasti) e gli antiacidi (lontano dai pasti) (Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA, 2019).

Clorprotixene: in associazione a nebivololo può verificarsi ipotensione. L'associazione farmacologica richiede cautela (Siwek et al., 2020). Il clorprotixene è un antipsicotico autorizzato in diversi paesi europei, ma non disponibile in Italia.

Digossina, furosemide, idroclorotiazide, losartan, ramipril, spironolattone, warfarin: studi di interazione in volontari sani non hanno evidenziato interazioni significative tra questi farmaci e il nebivololo (Lindamood et al., 2011).

Farmaci che inibiscono o inducono l’enzima citocromiale CYP2D6: poiché parte del metabolismo del nebivololo dipende dall’enzima CYP2D6, i farmaci attivi su tale enzima possono modificare la concentrazione plasmatica del nebivololo. In caso di inibizione, i livelli plasmatici del beta bloccante possono aumentare con il rischio conseguente di una ridotta tollerabilità (eventi avversi) o di bradicardia. La fluoxetina, ad esempio, che ha un'azione inibitoria sull'attività enzimatica del CYP2D6, aumenta di circa tre volte il picco della concentrazione plasmatica del nebivololo, con conseguente aumento del rischio di bradicardia. Anche la paroxetina, antidepressivo di seconda generazione e potente inibitore del CYP2D6, aumenta l'esposizione sistemica del nebivololo (6,1 volte) e del metabolita idrossilato attivo (5,7 volte), ma l'interazione farmacologica non è risultata influenzare i parametri farmacodinamici a riposo (Briciu et al., 2014). Un analogo comportamento è stato osservato tra bupropione e nebivololo. Il bupropione è un potente inibitore del CYP2D6. Quando somministrato (300 mg) con nebivololo (5 mg), dopo un pretrattamento di una settimana con bupropione, l'esposizione sistemica al nebivololo è aumentata di 7,2 volte e quella del suo metabolita attivo idrossilato di 4 volte, senza però che questo modificasse pressione arteriosa e frequenza cardiaca valutati a riposo (Gheldiu et al., 2016).

Nicardipina: in associazione a nebivololo è stato osservato un lieve aumento dei livelli plasmatici dei due farmaci senza conseguenza sugli effetti clinici (Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA, 2019).

Ranitidina: non è stata osservata interazione farmacologica tra ranitidina e nebivololo. Nello studio di interazione la dose di ranitidina somministrata era di 150 mg due volte al giorno, 24 ore prima e 48 ore dopo la somministrazione di una dose singola di 5 mg di nebivololo (Kamali et al., 1997). Il produttore del farmaco raccomanda di somministrare in due momenti differenti il nebivololo (ai pasti) e gli antiacidi (lontano dai pasti) (Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA, 2019).