BrandMemo | manage and share brands you love  Pharmamedix su Facebook  Pharmamedix su Twitter
 Home | News | About us | Comitato scientifico | Iscriviti | Utenti | Etica | Contenuti | Guida | Faq | Stage | Contatti
Logo Pharmamedix
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Promazina

Talofen

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Promazina?


         

Alcool: in associazione a fenotiazine aumenta il rischio di depressione del sistema nervoso centrale. L’assunzione di alcool in pazienti in terapia com promazina non è raccomandata.

Antiacidi: possono ridurre l’assorbimento orale delle fenotiazine.

Bupropione: la co-somministrazione di bupropione e fenotiazine può favorire la comparsa di convulsioni. L’associazione farmacologica richiede cautela e attento monitoraggio del paziente. Bupropione è associato ad un aumento dose-dipendente del rischio convulsivo, mentre le fenotiazine riducono la soglia convulsiva.

Clozapina: la co-somministrazione di promazina e clozapina potrebbe indurre un aumento degli effetti della clozapina sulla funzione cardiovascolare: ipotensione ortostatica con o senza sincope, collasso e arresto cardiorespiratorio (evento raro). L’associazione dei due farmaci potrebbe inoltre favorire la comparsa di: depressione del sistema nervoso centrale, discinesia tardiva, discrasia ematica (leucopenia, neutropenia, agranulocitosi), tachicardia, variazione del tracciato dell’elettrocardiogramma, incluso prolungamento dell’intervallo QT e sintomi anticolinergici (effetto additivo). La co-somministrazione richiede cautela e un attento monitoraggio del quadro clinico.

Farmaci anticolinergici: possono ridurre l’assorbimento orale delle fenotiazine, potenziarne i sintomi anticolinergici e ridurne quelli psicotici.

Farmaci anticonvulsivanti: le fenotiazine antagonizzano l’azione dei farmaci anticonvulsivanti. Potrebbe essere necessario modificarne la dose.

Farmaci antipertensivi: le fenotiazine possono incrementare l’azione ipotensiva degli antipertensivi.

Farmaci antitumorali: la promazina possiede attività antiemetica che potrebbe mascherare la tossicità dei farmaci antitumorali.

Farmaci che deprimono il midollo osseo: la promazina non deve essere somministrata in associazione a farmaci che provocano depressione midollare. La promazina infatti è stata associata, raramente, a comparsa di agranulocitosi (aumento del rischio di infezioni) e a leucopenia.

Farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale (SNC) (oppioidi – propossifene; droperidolo, escitalopram, barbiturici, ansiolitici, ipnotici, anestetici): la somministrazione di questi farmaci in associazione a promazina può comportare un aumento (azione additiva) degli effetti di depressione centrale (depressione del SNC, ipotensione, depressione respiratoria). La co-somministrazione deve essere attentamente monitorata, soprattutto nei pazienti anziani e nei pazienti che hanno precedentemente evidenziato disturbi della sfera emotiva, ideazione suicidaria o abuso di sostanze. L’assunzione di alcool in pazienti in terapia con fenotiazine non è raccomandata.

Farmaci che prolungano l’intervallo QT (alofantrina, aloperidolo, antiaritmici di classe IA – disopiramide, chinidina, procainamide -, antiaritmici di classe III – amiodarone, dofetilide, sotalolo, ibutilide -, anagrelide, arsenico triossido, bedaquilina, bepridil, ceritinib, citalopram, dolasetron, dronedarone, droperidolo, escitalopram, gatifloxacina, iloperidone, lumefantrina, mesoridazina, metadone, mifepristone, moxifloxacina, nilotinib, osimertinib, panobinostat, pasireotide, pimozide, saquinavir/ritonavir, toremifene, vandetanib, vemurafenib, ziprasidone): la co-somministrazione di neurolettici (o farmaci psicotici), inclusa la promazina, con farmaci che prolungano l’intervallo QT dell’elettrocardiogramma può indurre un aumento del rischio di gravi aritmie ventricolari. Il rischio è maggiore in presenza di condizioni che predispongono al rischio di aritmia (ipokaliemia, ipomagnesemia, sindrome del QT lungo). Sintomi di aritmia ventricolare comprendono vertigini, giramenti di testa, mancamento, palpitazioni, ritmo cardiaco irregolare, respiro corto, sincope. La co-somministrazione con promazina richiede estrema cautela e in alcuni casi è controindicata (alofantrina, dronedarone, mesoridazina, pimozide, saquinavir/ritonavir, ziprasidone) o non raccomandata (aloperidolo, amiodarone, anagralide, arsenico triossido, bepredil, chinidina, citalopram, disopiramide, gatifloxacina, escitalopram, ibutilide, iloperidone, metadone, mifepristone, moxifloxacina, nilotinib, panobinostat, procainamide, sotalolo, vandetanib, vemurafenib).

Farmaci che alterano l’equilibrio elettrolico: la promazina non deve essere somministrata in associazione a questi farmaci (potenziale rischio di gravi aritmie cardiache).

Fentermina: la fentermina è un farmaco anoressizzante disponibile negli USA, ma non in Italia, derivato dalla feniletilamina (anfetamina). L’attività stimolante simpaticomimetica della fentermina è significativamente inferiore a quella dell’anfetamina. Le fenotiazine possono antagonizzare gli effetti simpaticomimetici delle anfetamine e queste ultime possono esercitare un’azione inibitoria sull’attività neurolettica delle fenotiazine (Angrist et al., 1974; Merali, Toth, 1982). L’esatto meccanismo dell’interazione tra i due gruppi di farmaci non è noto, ma è probabile che coinvolga le vie dopaminergiche. Inoltre gli effetti simpaticomimetici delle anfetamine potrebbero favorire l’azione aritmogena delle fenotiazine. La co-somministrazione di anfetamine o derivati delle anfetamine con fenotiazine non è raccomandata.

Fingolimod: la co-somministrazione con promazina richiede cautela. Fingolimod può indurre bradicardia all’inizio della terapia (nella maggior parte dei casi nelle prime 6 ore dopo la somministrazione del farmaco), condizione che può favorire, in presenza di altri fattori di rischio (ad esempio farmaci che prolungano l’intervallo QT), gravi aritmie cardiache ventricolari.

Ivabradina: la co-somministrazione di promazina e ivabradina non è raccomandata per il rischio di gravi aritmie ventricolari. Gli effetti sull’intervallo QT (prolungamento) della promazina si sommano agli effeti bradicardici (rallentamento del ritmo cardiaco) della ivabradina.

Levodopa: le fenotiazine antagonizzano l’azione della dopamina (aumento del rischio di sindrome parkinson-simile). L’associazione farmacologica non è raccomandata.

Litio: la somministrazione di litio contemporaneamente a farmaci neurolettici è stata associata a encefalopatia, sintomi extrapiramidali, danno cerebrale (Boudouresques et al., 1980). In caso di associazione è necessario un attento monitoraggio del quadro clinico del paziente.

Metoclopramide: la co-somministrazione con promazina non è raccomandata per il rischio di un aumento (frequenza e severità) di sintomi extrapiramidali (reazioni distoniche acute, discinesia tardiva, acatisia, sintomi dimili al parkinson) per un effetto antidopaminergico additivo.

Metrizamide, ioexolo, iopamidolo: l’associazione con fenotiazine, incluso promazina, non è raccomandata per il rischio potenziale di convulsioni (Hindmarsh et al., 1975). Metrizamide, ioexolo e iopamidolo sono farmaci contenenti iodio utilizzati come mezzi di contrasto in diagnostica. La somministrazione intratecale di mezzi di contrasto contenenti iodio può indurre lo sviluppo di convulsioni, mentre le fenotiazine abbassano la soglia convulsiva. Nei pazienti in terapia con promazina che devono sottoporsi ad un’indagine diagnostica che prevede l’uso di mezzi di contrasto iodati, la promazina deve essere sospesa 2 giorni prima (48 ore) dell’esame e per 24 ore dopo.

Potassio cloruro, potassio citrato: la somministrazione di formulazioni solide orali di potassio cloruro o citrato in associazione a farmaci con attività anticolinergica, come le fenotiazine, gruppo di farmaci a cui appartiene la promazina, può aumentare il rischio di tossicità gastrointestinale associata al potassio orale (Leijonmarck, Raf, 1985; Grosdidier et al., 1985). E’ stato ipotizzato che il rallentamento della motilità gastrointestinale dovuta all’attività anticolinergica favorisca una concentrazione di ioni potassio in prossimità della mucosa gastrica e del piccolo intestino con aumento del rischio di sanguinamento gastrico, ulcerazione, stenosi, perforazione e ostruzione intestinale. La co-somministrazione di potassio cloruro o citrato solido orale con farmaci che evidenziano effetti anticolinergici è controindicata.

Succinilcolina: la somministrazione di promazina a pazienti trattati con succinilcolina potrebbe prolungare il blocco neuromuscolare.

Tetrabenazina: la co-somministrazione di tetrabenazina e promazina non è raccomandata perché potrebbe verificarsi grave deplezione dei neuroni dopaminergici (sindrome neurolettica maligna, ipertermia, parkinsonismo, disfagia, acatisia e altri disturbi extrapiramidali) (Adnet P et al., 2000). La tetrabenezina infatti induce deplezione centrale dei neuroni dopaminergici perché si lega alla proteina che trasporta la dopamina interferendo con il meccanismo di immagazzinamento presinaptico del neurotrasmettitore. Di contro, la promazina in quanto neurolettico blocca la trasmissione dopaminergica legandosi al recettore D2 della dopamina. Inoltre la tetrabenazina come le fenotiazine possono causare il prolungamento dell’intervallo QT dell’elettrocardiogramma. La loro associazione aumenta, potenzialmente, il rischio di gravi aritmie ventricolari. La co-somministrazione di tetrabenazina e promazina non è raccomandata.

Tramadolo: in associazione a fenotiazine potrebbe verificarsi un aumento del rischio di convulsioni (Gardner et al., 2000). Inoltre il tramadolo può potenziare gli effetti deprimenti sul sistema nervoso centrale indotti dalle fenotiazine. La co-somministrazione di tramadolo e promazina richiede cautela, in particolare nei pazienti anziani e nei pazienti con fattori di rischio per convulsioni (epilessia, anamnesi positiva per convulsioni, trauma alla testa, tumore cerebrale, disordini metabolici, infezioni del SNC).

Test di laboratorio: le fenotiazine possono dare esiti falsi positivi al test di gravidanza.

Topiramato, zonisamide: l’associazione di farmaci con attività anticolinergica, come la promazina, a topiramato o zonisamide può aumentare il rischio di ipertermia e oligoidrosi - associate occasionalmente con l’uso di questi due farmaci - soprattutto nei bambini. L’inibizione della sudorazione (effetto anticolinergico) e della regolazione centrale (ipotalamo) della temperatura corporea (fenotiazine) possono impedire una corretta termoregolazione, in particolare se la tempertura esterna è elevata. La co-somministrazione di promazina con topiramato o zonisamide richiede un attento monitoraggio dello stato di idratazione del paziente e di eventuali sintomi riconducibili a difficoltà nella termoregolazione (riduzione della sudorazione, aumento della temperatura corporea).