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Ramipril

Triatec, Unipril e altri

Farmacocinetica - Qual รจ il profilo farmacocinetico di Ramipril?


         

Dopo somministrazione orale, il ramipril viene rapidamente assorbito dal tratto gastrointestinale; la presenza di cibo a livello gastrico non sembra interferire con l’assorbimento del farmaco (Ball, Robertson, 1987).

Biodisponibilità orale: circa 60%.

Il ramipril subisce effetto di primo passaggio: a livello epatico e, in minor misura, a livello intestinale viene convertito da esterasi in ramiprilato, che rappresenta il metabolita farmacologicamente attivo. In caso di insufficienza epatica si riduce la formazione di ramiprilato ed aumenta la concentrazione plasmatica di ramipril.

Tempo di picco plasmatico: 1 ora (ramipril), 3 ore (ramiprilato). Questo parametro risulta prolungato in caso di insufficienza epatica.

Concentrazioni di picco (dose orale di 10 mg): circa 52 mcg/l (ramipril); circa 34 mcg/l secondo alcuni autori, circa 22 mcg/l secondo altri (ramiprilato) (Witte et al., 1984).

In caso di pazienti anziani i valori di picco plasmatico aumentano del 20% e del 100% dopo somministrazione orale di 10 mg e 20 mg, rispettivamente.

La concentrazione plasmatica del ramiprilato subisce una riduzione iniziale rapida, quindi decresce più lentamente (fino a 14 giorni dopo la somministrazione sono riscontrabili livelli plasmatici di ramiprilato). La fase di eliminazione più lenta sembra essere dovuta alla elevata costante di dissociazione del farmaco dal complesso isomerizzato formato con ACE.

Il ramipril viene rapidamente distribuito ai tessuti: a livello epatico, renale, polmonare si ottengono valori di farmaco superiori ai livelli plasmatici.

Legame con le proteine plasmatiche: 73% (ramipril); 56% (ramiprilato).

Lo steady-state per il ramiprilato viene raggiunto al quarto giorno di trattamento.

Quote minime di farmaco permeano la barriera placentare; meno dello 0,25% della dose somministrata si ritrova nel latte materno.

Il ramipril non si accumula, a differenza di ramiprilato.

Viene metabolizzato a livello epatico in modo pressochè completo.

CL renale (dose di 10 mg): 7,2 ml/min (ramipril), 77,4 ml/min (ramiprilato); aumentata nei pazienti anziani a 10,7 ml/min (ramipril), 126,8 ml/min (ramiprilato) (Meyer et al., 1987).

Emivita: 63 ore.

Dopo somministrazione orale (10 mg) il 56% ed il 39% della dose viene eliminato con le urine e con le feci, rispettivamente, nell’arco di 22 giorni (più del 50% nelle prime 24 ore).

Viene escreto principalmente come ramiprilato, sia come tale sia glicuronato; nelle urine si ritrovano quantità significative di metaboliti dichetopiperazinici, derivati dal catabolismo di ramipril e ramiprilato, quote trascurabili di ramipril e del suo metabolita glicuronato.

Pazienti nefropatici
In caso di insufficienza renale vengono modificati i parametri farmacocinetici: i valori di AUC aumentano di 4 volte; viene ridotta l’eliminazione di ramipril e ramiprilato. I valori di CL renale per il ramiprilato scendono a 6,5 ml/min (in pazienti con CLcr minore di 15 ml/min) vs 77,4 ml/min (osservata in pazienti sani).