BrandMemo | manage and share brands you love  Pharmamedix su Facebook  Pharmamedix su Twitter
 Home | News | About us | Comitato scientifico | Iscriviti | Utenti | Etica | Contenuti | Guida | Faq | Stage | Contatti
Logo Pharmamedix
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Rosuvastatina

Crestor, Provisacor, Simestat

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Rosuvastatina?


         

La debole interazione (inibizione farmacometabolica della rosuvastatina) evidenziata in vitro con sulfafenazolo e omeprazolo indicherebbe un possibile coinvolgimento degli isoenzimi citocromiali CYP2C9 e 2C19 nel metabolismo della statina (McCormick et al., 2000). In vivo la rosuvastatina non è risultata interagire in maniera significativa con gli enzimi del citocromo P450; non sono pertanto attese interazioni farmacologiche con farmaci inibitori o induttori degli enzimi citocromiali.

La rosuvastatina è substrato dei trasporatori transmembrana OATP1B1 e BCRP. OATP1B1 (polipeptide trasporatore di anioni organici) è presente nel fegato ed agisce come trasporatore di assorbimento epatico (media la captazione della rosuvastatina da parte delle cellule epatiche), mentre BCRP (proteina di resistenza del cancro al seno) funziona come una sorta di pompa di efflusso cellulare (esercita un’azione limitante sull’assorbimento intestinale della rosuvastatina). I farmaci che inibiscono questi due tipi di trasporatori, potrebbero aumentare in maniera significativa i livelli plasmatici di rosuvastatina con conseguente aumento del rischio di miopatia. L’inibizione intestinale di BCRP farmaco-indotta sembrerebbe aumentare di due volte l’esposizione sistemica della rosuvastatina. A livello clinico, la co-somministrazione di rosuvastatina con farmaci inibitori del trasporatore BCRP potrebbe richiedere una riduzione del dosaggio della statina (Elsby et al., 2016).

Acido fusidico: la co-somministrazione di rosuvastatina e acido fusudico non è raccomandata per il rischio di tossicità muscolare. Nel caso fosse necessario procedure con una terapia a base di acido fusidico, sospendere la rosuvastatina.

Antiacidi contenenti magnesio e alluminio: riducono l’assorbimento della rosuvastatina con una diminuzione della concentrazione plasmatica della statina di circa il 54%.

Ciclosporina: provoca l’incremento del picco plasmatico e dell’AUC (area sotto la curva concentrazione-tempo) della rosuvastatina, rispettivamente, di 11 e 7 volte. L’associazione rosuvastatina-ciclosporina è controindicata.

Clopidogrel: in uno studio clinico che ha valutato la reattività piastrinica in pazienti trattati con doppia terapia antiaggregante e statina, la somministrazione di rosuvastatina è stata associata ad un aumento dell’attività piastrinica residua in pazienti trattati con clopidogrel. Lo studio suggerisce cautela in caso di associazione rosuvastatina-clopidogrel (Verdoia et al., 2015).

Contraccettivi orali: la co-somministrazione di rosuvastatina con contraccettivi orali non ha evidenziato interazioni farmacologiche; non ci sono state variazioni relativamente a concentrazione degli ormoni LH e FSH ed escrezione renale di cortisolo e 6 beta-idrossicortisolo. L’incremento dell’AUC di etinilestradiolo (26%), 17-desacetil norgestimato (15%) e norgestrel (34%) e l’aumento del picco plasmatico di etinilestradiolo (25%) e norgestrel (23%) sono da attribuire ad una variazione della biodisponibilità piuttosto che ad una riduzione della clearance dei contraccettivi orali (Simonson et al., 2004).

Digossina: la co-somministrazione con rosuvastatina incrementa di un 5% la clearance della digossina (Kemp et al., 2001).

Eritromicina: l’associazione dei due farmaci ha comportato una diminuzione dell’AUC di rosuvastatina del 20% e del suo picco plasmatico del 30%, probabilmente per un aumento della motilità intestinale indotto dall’eritromicina stessa.

Ezetimibe: la co-somministrazione di rosuvastatina (10 mg) e di ezetimibe (10 mg) ha determinate un aumento dell’AUC della statina di 1,2 volte nei pazienti con ipercolesterolemia (potenziale aumento degli effetti collaterali della rosuvastatina).

Fenofibrato, itraconazolo: inducono un lieve incremento della concentrazione di rosuvastatina (rilevanza clinica non significativa) (Martin et al., 2001a; Martin et al., 2001b).
Itraconazolo (200 mg/die per 5 giorni) determina un incremento dell’AUC del 39% con rosuvastatina 10 mg e del 28% con rosuvastatina 80 mg. Sebbene l’interazione farmacocinetica con fenofibrato non sia significativa, a livello farmacodinamico potrebbe verificarsi un aumento del rischio di tossicità muscolare per effetto additivo: la somministrazione di dosi elevate (40 mg/die) di rosuvastatina con fibrati è controindicata.

Gemfibrozil: la somministrazione contemporanea di gemfibrozil (1200 mg/die per 7 giorni) e rosuvastatina (80 mg) ha indotto un aumento del 90% e 120%, rispettivamente, dell’AUC e del picco plasmatico della statina. L’associazione gemfibrozil e rosuvastatina è controindicata perchè associata ad un incremento del rischio di tossicità muscolare.

Inibitori delle proteasi: la somministrazione contemporanea di rosuvastatina e inibitori delle proteasi (lopinavir/ritonavir e atazanavir/ritonavir) richiede cautela. E’ stato osservato un incremento fino a tre volte dell’esposizione sistemica a rosuvastatina, con conseguente aumento del rischio di effetti collaterali quali l’insorgenza di rabdomiolisi (FDA, 2012). Valutare una riduzione del dosaggio di rosuvastatina in associazione agli inibitori delle proteasi.

Warfarin: la co-somministrazione di rosuvastatina (40 mg) con warfarin (20 mg) non ha determinato variazioni nei parametri farmacocinetici dell’anticoagulante, ma ha comportato un incremento dell’INR (>4) (INR, International Normalized Ratio).