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Sumatriptan

Imigran, Triptalidon e altri

Avvertenze - Quali informazioni conoscere prima di usare Sumatriptan?

Somministrazione parenterale: il sumatriptan non deve essere somministrato per via endovenosa poichè può causare vasospasmo coronarico.

Profilassi emicrania: i farmaci agonisti della serotonina non sono indicati per la profilassi, pertanto sumatriptan non deve essere impiegato nel trattamento per la profilassi dell’emicrania o della cefalea a grappolo.

Emicrania basilare, emiplegica, oftalmoplegica: il sumatriptan non deve essere utilizzato nel trattamento dell’emicrania basilare, emiplegica ed oftalmoplegica.

Sintomi transitori: in seguito ad assunzione di sumatriptan possono insorgere sintomi quali dolore toracico e senso di costrizione di intensità variabile, che possono estendersi anche a livello della gola. Tali sintomi sono in genere transitori; in caso di persistenza, sospendere l’assunzione di sumatriptan ed effettuare opportune analisi per accertare l’insorgenza di eventuali patologie cardiache associate ad ischemia.

Patologie cardiovascolari: il sumatriptan causa vasocostrizione a livello delle arterie coronariche, pertanto è controindicato nei pazienti affetti da patologie cardiovascolari (VanDenBrink et al., 1998). In alcuni pazienti in trattamento con sumatriptan sono stati riportati episodi di eventi avversi a livello del sistema cardiovascolare. Per i pazienti che presentano fattori di rischio per le patologie cardiovascolari (fumo, ipercolesterolemia, obesità, diabete, ipertensione, menopausa, età superiore a 40 anni per gli uomini), prima di somministrare sumatriptan, si consiglia di effettuare opportune analisi al fine di escludere una eventuale patologia cardiaca latente. Eseguire un esame elettrocardiografico (ECG) dopo la prima assunzione di sumatriptan, per escludere l’insorgenza di ischemia cardiaca asintomatica; durante la terapia effettuare controlli periodici della funzionalità cardiaca.

Eventi cerebrovascolari: il sumatriptan può essere assunto solo in seguito a diagnosi definita di emicrania o di cefalea a grappolo. Nei pazienti affetti da emicrania può aumentare il rischio di sviluppare eventi avversi a livello del sistema cerebrovascolare. Sono state riportate segnalazioni di eventi avversi, alcuni dei quali fatali, verificatisi a livello del sistema cerebrovascolare (emorragia cerebrale, emorragia subaracnoidea, attacchi ischemici transitori, ictus) in pazienti in trattamento con sumatriptan. Non è noto se tali eventi fossero correlati all’impiego del farmaco. Prestare particolare attenzione ed escludere la presenza di condizioni neurologiche potenzialmente gravi prima di somministrare sumatriptan a pazienti affetti da cefalea non precedentemente diagnosticata o cefalea con sintomi atipici.

Inibitori delle monoaminossidasi A: l’assunzione concomitante di sumatriptan e inibitori delle MAO-A aumenta l’esposizione a sumatriptan pertanto risulta controindicata; lasciare intercorrere almeno due settimane tra la somministrazione dei due farmaci.

Ergotamina e derivati: la co-somministrazione di sumatriptan ed ergotamina può causare un incremento dell’azione vasocostrittrice dell’ergotamina e aumento del rischio di vasospasmo. Lasciare intercorrere un periodo di almeno 24 ore tra l’assunzione di medicinali contenenti ergotamina o derivati e sumatriptan e un periodo di 6 ore tra l’assunzione di sumatriptan ed ergotamina o derivati.

Sindrome serotoninergica: l’assunzione concomitante di sumatriptan e altri farmaci ad azione serotomimetica quali inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradranalina (SNRI) determina un aumento dei livelli di serotonina a livello centrale e può causare sindrome serotoninergica pericolosa per la vita. I sintomi della sindrome serotoninergica comprendono confusione, allucinazioni, aumento del battito cardiaco, febbre, nausea, vomito, sudorazione, spasmi muscolari; in caso di comparsa di tali reazioni in seguito all’assunzione di sumatriptan, istituire una terapia di supporto adeguata (FDA, luglio 2006). Sono stati riportati alcuni casi di sindrome serotoninergica causata dall’assunzione di sumatriptan in pazienti in terapia con farmaci ad azione serotomimetica (sertralina, paroxetina, litio, imipramina, amitriptilina) per la profilassi dell’emicrania (Mathew et al., 1996). L’associazione tra sumatriptan e fluoxetina aumenta il rischio di sindrome serotoninergica; lasciare intercorrere almeno due settimane prima di assumere sumatriptan, poichè la fluoxetina ed il suo metabolita norfluoxetina sono composti dotati di lunga emivita (Gury, Cousin, 1999). Uno studio pubblicato nel 2018 ha analizzato i casi di co-prescrizione di farmaci SSRI o SNRI e triptani: sulla base dei dati analizzati il rischio di sindrome serotoninergica è risultato raro (0-4 casi su 10mila persone anno di esposizione ai farmaci considerati) (Orlova et al., 2018).

Iperico: la co-somministrazione di triptani ed iperico può causare un aumento dei livelli di serotonina ed un aumento del rischio di effetti avversi (Henderson et al., 2002).

Miocardite eosinofila: in letteratura è descritto un caso di miocardite eosinofila associata all’assunzione di sumatriptan, probabilmente causata da una reazione di ipersensibilità al farmaco. In seguito a sospensione del sumatriptan e trattamento con prednisone, ACE-inibitori, beta-bloccanti e diuretici, entro otto mesi si è verificato il recupero della funzionalità ventricolare (Al Ali et al., 2006).

Ipertensione: il sumatriptan può indurre un aumento delle resistenze vascolari periferiche e causare aumento dei valori pressori; il farmaco risulta quindi controindicato nei pazienti affetti da ipertensione severa ed è necessario somministrare con cautela nei pazienti affetti da ipertensione controllata.

Epilessia: somministrare sumatriptan con cautela ai pazienti con anamnesi di crisi epilettiche o in presenza di fattori di rischio che possono determinare un abbassamento della soglia convulsiva.

Ipersensibilità alle solfonamidi: l’assunzione di sumatriptan potrebbe causare reazione allergica in pazienti con ipersensibilità alle solfonamidi; somministrare il farmaco con cautela.

Uso prolungato: l’uso prolungato ed eccessivo di farmaci antidolorifici per il trattamento della cefalea può portare ad un peggioramento del quadro clinico; se in seguito a trattamento con sumatriptan gli attacchi di emicrania compaiono con maggiore frequenza, sospendere la terapia.

Attività che richiedono attenzione e coordinamento costante: il sumatriptan può indurre sonnolenza. E’ necessario valutare gli effetti del farmaco sul paziente se questi deve svolgere attività che richiedono attenzione e coordinazione prolungate.

Insufficienza epatica: il sumatriptan viene metabolizzato a livello epatico. Nei pazienti con ridotta funzionalità epatica aumenta l’esposizione al sumatriptan, pertanto si consiglia di ridurre la dose assunta e di somministrare il farmaco con cautela.

Insufficienza renale: l’escrezione renale di sumatriptan risulta ridotta in pazienti con compromissione della funzionalità renale; somministrare il farmaco con cautela.

Gravidanza: l’impiego di sumatriptan durante la gravidanza può determinare un aumento dell’incidenza di parti prematuri o di ridotto peso alla nascita (Olesen et al., 2000). Gli studi clinici di comparazione con pazienti in gravidanza trattate con altri farmaci ad azione antiemicranica non hanno evidenziato un aumento del rischio di sviluppare malformazioni; l’incidenza di effetti congeniti causati dall’uso di sumatriptan in gravidanza è risultata comparabile a quella riscontrata nella popolazione generale (Shuhaiber et al., 1998; O’Quinn et al., 1999; Kallen, Lygner, 2001; Hilaire et al., 2004). Questo dato è stato confermato dall’analisi dei risultati ottenuti da un registro allestito appositamente durato 16 anni (Sumatriptan, Naratriptan, and Treximet Pregnancy Registry). Lo studio, prospettico e osservazionale, ha confermato per il sumatriptan un rischio di difetti maggiori alla nascita, per esposizione al farmaco nei primi tre mesi di gravidanza, pari al 4,2% (Ephross, Sinclair, 2014).
La FDA ha inserito il sumatriptan in classe C per l’impiego in gravidanza (la classe C comprende i farmaci i cui studi sugli animali hanno rilevato effetti dannosi sul feto e per i quali non sono disponibili studi specifici sull’uomo, e i farmaci per i quali non sono disponibili studi nè sull’uomo nè sull’animale). La somministrazione di sumatriptan in gravidanza deve essere riservata ai casi di effettiva necessità, dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. Si raccomanda di assumere il minimo dosaggio efficace e di monitorare segni e/o sintomi riconducibili ad una eventuale tossicità del farmaco.

Allattamento: sono disponibili dati limitati riguardanti l’assunzione di sumatriptan durante l’allattamento. Il sumatriptan viene escreto nel latte materno; in uno studio clinico, la quantità di farmaco a cui il bambino viene esposto durante l’allattamento è risultata pari a circa 3,5% della dose assunta dalla madre per via sottocutanea e non sembra causare effetti avversi (Wojnar-Horton et al., 1996). L’esposizione del bambino a sumatriptan può essere ridotta evitando l’allattamento nelle 12 ore successive all’assunzione del farmaco.


Nota:
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