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Azatioprina

Immunoprin, Azafor e altri

Tossicità - Qual è la tossicità di Azatioprina?


         

Sovradosaggio: da segnalare, principalmente in casi di sovradosaggio cronico, sintomatologia da infezioni opportunistiche, ulcerazioni faringee, diatesi emorragiche da depressione midollare. E’ stato descritto un solo caso di assunzione di una dose di 7,5 g di azatioprina con comparsa di nausea, vomito, diarrea, seguiti da segni-sintomi da mielodepressione e da moderato deficit epatico. Non esistono antidoti specifici per l’azatioprina. In caso di sovradosaggio può essere usata la lavanda gastrica (gastrolusi). Si raccomanda il monitoraggio della conta ematica e della funzionalità epatica. Non è noto il valore dell’emodialisi, sebbene l’azatioprina sia parzialmente dializzabile.

Mutagenicità: la 6-mercaptopurina, metabolita attivo dell’azatioprina, è potenzialmente mutagena (positività al test di Ames).

Cancerogenicità: la 6-mercaptopurina, poichè agisce sul DNA, è potenzialmente cancerogena e tale rischio deve essere tenuto presente nelle terapie con azatioprina.

Tossicità riproduttiva: l’azatioprina e il suo principale metabolita, la 6-mercatopurina, hanno evidenziato tossicità riproduttiva negli studi condotti su animali, in particolare a carico dell’apparato scheletrico. Studi effettuati su ratti, topi e conigli in gravidanza, utilizzando l'azatioprina alla dose di 5-15 mg/kg/die per tutto il periodo dell'organogenesi, hanno rilevato anomalie fetali di vario grado. Nel coniglio la teratogenicità è risultata evidente alle dosi di 10 mg/kg/die. Dati epidemiologici nell'uomo dimostrano che l'incidenza di anomalie congenite nella prole di madri trapiantate è simile a quella della popolazione generale (Polifka et al., 2002).
Nelle donne basse concentrazioni di azatioprina e dei suoi metaboliti sono state osservate nel liquido amniotico e nel sangue fetale. Nei neonati esposti all’azatioprina in gravidanza sono stati riportati raramente piastrinopenia e leucopenia (Anstey et al., 1974; Saarikoski et al., 1973; DeWitte et al., 1984). Per prevenire il rischio di leucopenia e/o piastrinopenia neonatale, anche non clinicamente evidenti, la dose di azatioprina, nella madre, deve essere ridotta alla 32esima settimana di gestazione se la conta dei leucociti materni è uguale o inferiore a 8,6 x 109/L.
Nei pazienti sottoposti a trapianto di rene per insufficienza renale cronica trattati con azatioprina è stato osservato un aumento della fertilità sia nei riceventi di sesso maschile che in quelli di sesso femminile (Tagatz et al., 1975).
La somministrazione di azatioprina in associazione a prednisone durante la gestazione è stata associata ad una temporanea diminuzione della funzione immunitaria, a ritardo della crescita intrauterina e a parto prematuro.
Le conseguenze a lungo termine dell’esposizione in utero all'azatioprina non sono note, ma molti bambini esposti al farmaco durante la gravidanza hanno raggiunto l'età di 10 anni senza alcun problema clinico segnalato.

DL50: dopo somministrazione orale è di 2500 mg/kg nel topo e di 400 mg/kg nel ratto.