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Azitromicina

Zitromax, Ribotrex e altri

Avvertenze - Quali informazioni conoscere prima di usare Azitromicina?


         

Rischio di superinfezioni: somministrazioni prolungate e ripetute di azitromicina possono provocare l’insorgenza di superinfezioni; nel caso sospendere il trattamento antibiotico e instaurare una terapia adeguata.

Pazienti in terapia con farmaci digitalici (glucosidi cardioattivi): in pazienti in terapia con farmaci digitalici che assumono azitromicina monitorare la digossinemia; in caso di aumento dei valori plasmatici, ridurre la dose di digitalico.

Pazienti con disturbi cardiaci: la somministrazione di azitromicina a pazienti con rischio cardiovascolare di base elevato o con fattori di rischio per prolungamento dell’intervallo QT dell’elettrocardiogramma richiede cautela. Sulla base infatti dei dati provenienti da uno studio clinico retrospettivo di ampie dimensioni che ha valutato il rischio di morte cardiovascolare associato a diversi antibiotici, l’azitromicina è risultata aumentare il rischio di morte cardiovascolare soprattutto nei pazienti che avevano un rischio di malattia cardiovascolare di partenza elevato (l’azitromicina è stata associata a prolungamento dell’intervallo QT dell’elettrocardiogramma) (Ray et al., 2012). Sulla base di queste osservazioni l’ente regolatorio americano per l’uso dei farmaci, Food and Drug Administration (FDA), ha emanato nel 2013 un avviso di allerta (warning) sul rischio di aritmia potenzialmente fatale associato all’uso di azitromicina (FDA, 2013). Gli esiti di uno studio clinico più recente, che ha utilizzato i dati raccolti dal registri nazionale danese nel periodo 1997-2010, non hanno confermato l’aumento di rischio di morte cardiovascolare nei pazienti in terapia con azitromicina o che avevano fatto uso dell’antibiotico (tasso di morte cardiovascolare aggiustato: 1,1 vs 1,5 per 1000 pazienti/anno rispettivamente con azitromicina e penicillina V) (Svanstrom et al., 2013). L’assenza di correlazione fra azitromicina e mortalità cardiovascolare è emersa anche da un altro studio clinico più recente, condotto su più di 260.000 pazienti e che ha utilizzato i dati relativi al periodo 1996-2012 dell’Oragon Public Health Division e i dati relativi al periodo 1993-2010 del Public Health-Seattle and King County (Khosropour et al., 2014). Sulla stessa linea anche lo studio ARITMO (Arrhythmogenic Potenzial of Drugs) condotto in oltre 14 milioni di ambulatori in cinque paesi dell’Europa (Danimarca, Germania, Italia, Olanda e Regno Unito). Dall’analisi dei dati di questo studio clinico che ha preso in considerazione sette database per più di 28 milioni di pazienti, il rischio di aritmia ventricolare che era stato osservato con azitromicina dipenderebbe dallo stato di salute del paziente più che dall’antibiotico. Confrontando, infatti, il rischio di aritmia fra azitromicina e nessun uso di antibiotico e fra azitromicina e amoxicillina e aggiustando i dati per fattori confondenti (relativi essenzialmente a comorbidità che presentavano i pazienti quali malattie cardiovascolari, metaboliche o terapie con farmaci che potevano indurre ipocalcemia o prolungamento dell’intervallo QT), l’aumento del rischio per l’azitromicina è stato osservato verso l’uso di nessun antibiotico (Hazard ratio, HR: 1,97; 95% CI: 1,35-2,86) ma non verso l’amoxicillina (HR: 0,94; 95% CI: 0,50-1,77) (Trifirò et al., 2017).

Pazienti in trattamento con inibitori dell’enzima HMG-CoA: si raccomanda cautela nella somministrazione di azitromicina per il possibile rischio di rabdomiolisi. Nel caso sia necessario comunque l’impiego di un macrolide, optare per l’azitromicina (per la mancanza di effetti sul citocromo epatico).

Pazienti che manifestano reazioni allergiche: la somministrazione di azitromicina in pazienti che manifestano reazioni allergiche anche gravi (angioedema, anafilassi, sindrome di Stevens-Johnson) richiede cautela. In presenza di una eventuale reazione di ipersensibilità istituire una terapia sintomatica; se i sintomi non regrediscono, interrompere la somministrazione dell’azitromicina.

Antiacidi contenenti sali di magnesio: evitare la somministrazione contemporanea di azitromicina.

Warfarin: nei pazienti in terapia con warfarin che assumono azitromicina, monitorare il tempo di protrombina.

Diarrea: poiché l’azitromicina può indurre colite pseudomembranosa, in caso di diarrea accertare la causa scatenante e se necessario sospendere il farmaco.

Insufficienza renale: non è richiesto un aggiustamento posologico in pazienti con insufficienza renale di grado lieve-moderato (CLcr 30-80 ml/min). L’azitromicina deve essere usata con attenzione in pazienti con grave insufficienza renale (GFR < 30 ml/min) a causa di un possibile aumento dell'esposizione sistemica.

Insufficienza epatica: l’azitromicina viene metabolizzata nel fegato e viene escreta attraverso la bile, pertanto non deve essere somministrata a pazienti affetti da grave danno epatico (rischio di un aumento significativo dei livelli plasmatici con effetti collaterali anche gravi).

Gravidanza: nonostante l’azitromicina non sia risultata embriofetotossica, si consiglia di somministrare il farmaco in gravidanza solo se strettamente necessario, dopo un’attenta valutazione dei benefici clinici e dei rischi potenziali (gli studi condotti in vivo non sono sempre predittivi di una risposta umana).

Allattamento: l’azitromicina è escreta nel latte materno, pertanto evitare la sua somministrazione durante tale periodo, oppure sospendere l’allattamento.

Saccarosio: il saccarosio (comune zucchero) è formato da due carboidrati, glucosio e fruttosio. La sospensione di azitromicina può contenere elevate quantità di saccarosio, fino a 3,9 g/5 ml. Valutare l’eventualità di somministrare questo tipo di formulazione a pazienti con disfunzioni genetiche o acquisite del metabolismo dei carboidrati.

         


Nota:
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In particolare I&B autorizza e predispone la pubblicazione dei contenuti di questa sezione "Avvertenze", con licenza GFDL e CC-BY_SA, sulla pagina dell'enciclopedia libera alla Voce "Azitromicina".