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Azitromicina

Zitromax, Ribotrex e altri

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Azitromicina?


         

Astemizolo, midazolam, alfentanil: non sono disponibili dati di letteratura relativi alle interazioni con astemizolo, midazolam e alfentanil. Si raccomanda cautela durante l'uso concomitante di queste sostanze e azitromicina a causa del documentato potenziamento del loro effetto durante l'uso contemporaneo dell'antibiotico macrolide eritromicina.

Atorvastatina: la co-somministrazione di atorvastatina (10 mg/die) e azitromicina (500 mg/die) non ha evidenziato interazioni farmacologiche.

Antiacidi contenenti magnesio e alluminio: diminuiscono l’assorbimento orale di azitromicina determinandone un minor picco plasmatico (riduzione del 24%), ma non alterano l’AUC delle 48 ore (Foulds et al., 1991). Poiché l’efficacia terapeutica dell’azitromicina è indipendente dalla concentrazione plasmatica, questa interazione farmacologica non ha elevata rilevanza clinica. Si consiglia comunque di intervallare almeno due ore fra la somministrazione di azitromicina e quella di antiacidi contenenti magnesio e/o alluminio (Pai et al., 2000).

Calcio-antagonisti: l’azitromicina, a differenza di eritromicina e claritromicina, non è risultata aumentare il rischio di ipotensione e shock nei pazienti trattati con calcio-antagonisti (Wright et al., 2011).

Carbamazepina, cimetidina, didanosina, metilprednisolone, efavirenz, indinavir, fluconazolo, trimetoprim/sulfametoxazolo, zafirlukast: non sono state segnalate interazioni significative con azitromicina (Pai et al., 2000).

Cetirizina: la co-somministrazione di cetirizina e azitromicina non ha evidenziato interazioni farmacocinetiche; non sono state segnalate variazioni significative dell’intervallo QT.

Ciclosporina: l’azitromicina ne può modificare la concentrazione plasmatica (Ljutic, Rumboldt, 1995).

Cisapride: il cisapride viene metabolizzato nel fegato dall'enzima CYP3A4. Poichè l’azitromicina, a differenza degli altri macrolidi, presenta un effetto di inibizione/induzione sugli enzimi citocromiali poco significativo, è probabile che la rilevanza clinica di un’eventuale interazione farmacologica azitromicina-cisapride sia minima.

Digossina, digitossina: l’azitromicina può aumentare la concentrazione di digossina e digitossina nel sangue con conseguente comparsa di tossicità (Ten Eick et al., 2000; Thalhammer et al., 1998). I meccanismi proposti per l’interazione farmacologica fanno riferimento all’inibizione della secrezione tubulare dei glicosidi digitalici mediata dalla glicoproteina P e/o all’aumento della concentrazione plasmatica dei glicosidi per effetto dell’azitromicina sull’Eubacterium lentum, microrganismo della flora batterica intestinale in grado di metabolizzarli. La co-somministrazione di azitromicina con i due glicosidi digitalici richiede un attento monitoraggio dei segni e sintomi di tossicità cardiaca.

Ergotamina e diidroergotamina: in associazione ad azitromicina si può manifestare ergotossicità acuta caratterizzata da vasospasmo periferico e distesia. L’associazione è controindicata.

Lovastatina: è stato segnalato un episodio di rabdomiolisi in un paziente in trattamento con lovastatina e azitromicina. Il ruolo dell’azitromicina nello scatenare l’effetto avverso non è stato definito; si pensa che la rabdomiolisi indotta da lovastatina più macrolide possa essere dovuta a farmaco-inibizione del metabolismo dell’HMG-Coa, mediato dal citocromo. In realtà l’azitromicina influenza l’attività del citocromo epatico. In assenza di informazioni più precise e dettagliate si consiglia di somministrare con cautela l’azitromicina in pazienti in trattamento con inibitori dell’enzima HMG-CoA (Grunden et al., 1997).

Nelfinavir: la somministrazione di azitromicina (dose singola di 1200 mg) a pazienti in terapia con nelfinavir (750 mg ogni 8 ore per 11 giorni) ha determinato una riduzione statisticamente significativa, ma priva di rilevanza clinica, dell’esposizione sistemica a nalfinavir e al suo metabolita attivo. Nelfinavir, a sua volta, ha comportato un aumento del picco plasmatico e dell’AUC di azitromicina superiore al 100% (probabile inibizione della glicoproteina-P). Poichè nei pazienti trattati con entrambi i farmaci è stato segnalato solo un lieve aumento degli effetti collaterali gastrointestinali più frequenti, è possibile che l’interazione farmacologica determini un aumento dell’attività antibatterica dell’azitromicina senza modificarne in modo sostanziale la tollerabilità gastrointestinale (Amsden et al., 2000).

Rifabutina: è stato segnalato un incremento di tossicità (neutropenia) nei pazienti che ricevono rifabutina in associazione ad azitromicina (Apseloff et al., 1998).

Teofillina: esistono dati controversi sulla possibile interazione farmacologica teofillina-azitromicina. In assenza di maggiori informazioni si consiglia di monitorare i livelli sierici dei due farmaci (Pollak et al., 1997; Gardner et al., 1992).

Terfenadina: la somministrazione di azitromicina (500 mg/die il primo giorno, quindi 250 mg/die per 4 giorni) a pazienti in terapia con terfenadina (120 mg/die) non ne ha modificato il profilo farmacocinetico. L’incremento dell’intervallo QTc osservato con azitromicina e terfenadina è risultato sovrapponibile a quello del gruppo trattato con placebo e terfenadina (Harris et al., 1995).

Triazolam: l’azitromicina non ha modificato il profilo farmacocinetico del triazolam (Greenblatt et al., 1998).

Warfarin: l’azitromicina può aumentare l’effetto anticoagulante del warfarin determinando un ulteriore incremento del tempo di coagulazione (Lane et al., 1996).

Zidovudina: la somministrazione di azitromicina (dose singola di 1 g oppure dosi ripetute di 1200 mg/die e 600 mg/die) in pazienti trattati con zidovudina 500 mg/die (100 mg 5 volte/die) non ha modificato picco plasmatico e AUC dell’antivirale, ma ha determinato un aumento del picco plasmatico del 44% e dell’esposizione intracellulare alla zidovudina fosforilata (forma attiva dell’antivirale) del 110%. La rilevanza clinica di queste variazioni non è nota; i due farmaci possono essere somministrati in associazione (Amsden et al., 2001).