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Ciprofloxacina

Ciproxin, Mediflox e altri

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Ciprofloxacina?


         

Aglio: in un modello animale di prostatite batterica cronica svolge un effetto sinergico con la ciprofloxacina; infatti, l’associazione aglio + ciprifloxacina ha causato una significativa diminuzione della crescita batterica ed un miglioramento dell’infiammazione prostatica rispetto alla sola ciprofloxacina (Sohn et al., 2009).

Aminoglicosidi: azione sinergica verso alcuni ceppi di Enterobacteriaceae e P. Aeruginosa (Haller, 1985).

Anticoagulanti: la ciprofloxacina può potenziare l’effetto anticoagulante delle cumarine e aumentare il rischio di sanguinamenti (Penning-van Beest et al., 2008).

Antimalarici: alcuni flurochinoloni ed alcuni farmaci antimalarici possono determinare prolungamento dell’intervallo QT (Owens, Nolin, 2006), pertanto è sconsigliato l’uso concomitante di queste classi di farmaci per evitare il rischio di aritmie cardiache.

Azlocillina, mezlocillina: dosi subterapeutiche incrementano l’attività terapeutica della ciprofloxacina verso P. aeruginosa e E. coli (Haller, 1986).

Banana: i parametri farmacocinetici (concentrazione sierica, AUC, concentrazione di picco, costante di eliminazione) e l’attività antimicrobica della ciprofloxacina risultano significativamente inferiori quando l’antibiotico è somministrato con polpa di banana acerba. Tale effetto è probabilmente dovuto alla formazione di complessi tra la ciprofloxacina e i cationi polivalenti contenuti nel frutto che diminuiscono la quantità assorbita di antibiotico e di conseguenza la sua biodisponibilità (Sv et al., 2003).

Benzodiazepine: la premedicazione con benzodiazepine non altera la concentrazione di ciprofloxacina; al contrario, un pretrattamento di 7 giorni con ciprofloxacina, in volontari sani, ha ridotto significativamente la clearance di una singola dose endovena di diazepam e ne ha prolungato l’emivita (Kamali et al., 1993).

BM-Test-7 (test diagnostico per valutare la glicosuria nelle urine): la ciprofloxacina può falsare il risultato (falso positivo).

Byakkokaninjinto: questa preparazione kampo (variante giapponese della medicina tradizionale cinese basata soprattutto sulla pratica erboristica), composta da 5 componenti (rizoma di Anemarrhena asphodeloides, radice di ginseng, radice di liquirizia, grani di riso, gesso fibroso) (Kimura et al., 1999), contiene diversi cationi metallici. Essa riduce la biodisponiblità della ciprofloxacina, ma non l’escrezione renale, diminuendo l’assorbimento gastrointestinale dell’antibiotico a causa della formazione di chelati insolubili con il calcio (Ohnishi et al., 2009).

Caffeina: la ciprofloxacina inibisce il metabolismo epatico della caffeina e ne aumenta di conseguenza la concentrazione plasmatica (Marchbanks, 1993).

Ciclosporina: l’uso concomitante di ciclosporina e chinoloni può risultare in nefrotossicità sinergica (Avent et al., 1988).

Clorochina: la co-somministrazione di ciprofloxacina e clorochina aumenta la concentrazione urinaria cumulativa ed il tasso di escrezione dell’antibiotico (Ilo et al., 2008).

Clozapina: l’inibizione degli enzimi CYP1A2 e CYP3A4 da parte della ciprofloxacina provoca un ritardato metabolismo ed elevate concentrazioni plasmatiche di clozapina, che possono causare effetti avversi (Brouwers et al., 2009).

Contraccettivi orali: la ciprofloxacina (500 mg 2 volte/die per 7 giorni) non riduce l’efficacia dei contraccettivi orali co-somministrati (Maggiolo et al., 1991).

Corticosteroidi: in associazione ai fluorochinoloni è stato osservato un aumento del rischio di danno ai tendini. L’associazione farmacologica non è raccomandata (European Medicines Agency – EMA, 2018 e 2018a).

Derivati del latte: riducono l’assorbimento di ciprofloxacina; tale effetto non è dovuto solo alla complessazione della ciprofloxacina con il calcio ma anche all’adsorbimento dell’antibiotico sulla superficie della caseina che diminuisce la quantità di farmaco assorbibile (Pápai et al., 2010).

Diclofenac: la co-somministrazione orale di ciprofloxacina e diclofenac aumenta l’AUC e la concentrazione massima dell’antibiotico mentre ne riduce il tempo di picco e la clearance totale (Iqbal et al., 2009).

Duloxetina: il metabolismo della duloxetina può essere inibito dalla concomitante somministrazione di ciprofloxacina e di conseguenza possono aumentare le concentrazioni plasmatiche dell’antidepressivo (evitare l’associazione dei due farmaci).

FANS, foscarnet: l’attività convulsivante dei fluorochinoloni può essere aumentata dalla concomitante somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei (Kim et al., 2009) o di foscarnet (Fan-Harvard et al., 1994).

Fenazopiridina: quando somministrata oralmente con ciprofloxacina aumenta la biodisponibilità dell’antibiotico aumentandone in particolare l’AUC e la permanenza nell’organismo. Tale interazione potrebbe rivelarsi utile nel trattamento delle infezioni urinarie in cui la fenazopiridina viene spesso somministrata con gli antibiotici per alleviare i sintomi delle infezioni (Marcelín-Jiménez et al., 2006).

Fenitoina: esiste un’evidenza sia clinica sia sperimentale che la somministrazione concomitante di chinoloni in pazienti trattati con fenitoina può ridurne le concentrazioni sieriche, determinando comparsa di crisi convulsive nell’epilessia trattata (Job et al., 1994).

Gliburide: è stato riportato un caso di ipoglicemia prolungata in un paziente diabetico in terapia con gliburide a seguito dell’assunzione di ciprofloxacina. I meccanismi con cui questi farmaci interagiscono sono complessi e probabilmente multifattoriali (Lin et al., 2004).

Indirubina: potenzia sinergisticamente l’efficacia della ciprofloxacina contro Staphylococccus aureus (riducendo di 4 volte la sua MIC), probabilmente inibendo l’attività della pompa ad efflusso del microrganismo responsabile della resistenza all’antibiotico (Ponnusamy et al., 2010).

Ketoconazolo, itraconazolo: aumentano la concentrazione di picco, l’emivita, il tempo di permanenza medio e l’AUC della ciprofloxacina, non ne influenzano il tempo di picco, mentre ne riducono la clearance inibendo la sua escrezione renale (Abou-Auda et al., 2008).

Lantanio carbonato: riduce significativamente l’esposizione sistemica alla ciprofloxacina somministrata per via orale. La co-somministrazione dei due farmaci risulta in una diminuzione dell’AUC, della concentrazione di picco dell’antibiotico, della quantità di ciprofloxacina nelle urine delle 24 ore rispettivamente del 54%, 56%, 52% (How et al., 2007).

Metadone: la ciprofloxacina somministrata ad un paziente trattato con metadone da più di 6 anni ha causato profonda sedazione, confusione e depressione respiratoria. Ciò potrebbe essere causato dall’inibizione degli enzimi CYP1A2 e CYP3A4, coinvolti nel metabolismo del metadone, da parte dell’antibiotico (Herrlin et al., 2000).

Metoclopramide: accelerando lo svuotamento gastrico, può ridurre il tempo di picco della ciprofloxacina.

Metotrexato: la ciprofloxacina può ritardare l’eliminazione del metotrexato e aumentare così la sua tossicità (Dalle et al., 2002).

Mexiletina: la somministrazione simultanea di ciprofloxacina e mexiletina può causare un aumento delle concentrazioni di mexiletina, per diminuita eliminazione (Labbé, Turgeon, 1999).

Omeprazolo: influenza i valori farmacocinetici plasmatici o urinari di una formulazione orale a rilascio prolungato di ciprofloxacina (Washington et al., 2006).

Oppiacei: l’estratto secco concentrato di oppio sembra ridurre il picco plasmatico di ciprofloxacina. La premedicazione con analgesici oppioidi, in caso di chirurgia, può ridurre la concentrazione plasmatica di ciprofloxacina.

Pentamidina: sia la pentamidina sia alcuni fluorochinoloni causano prolungamento dell’intervallo QT (Owens, 2004), pertanto l’uso concomitante di questi farmaci può aumentare il rischio di aritmie.

Pentossifillina: a seguito della somministrazione di ciprofloxacina con il primo metabolita attivo della pentossifillina (che in vivo viene rapidamente convertito a pentossifillina) aumenta significativamente la concentrazione sierica sia della pentossifillina sia del suo metabolita attivo. Tale combinazione potrebbe essere sfruttata per aumentare gli effetti farmacologici della pentossifillina (Raoul et al., 2007).

Preparazioni di didanosina contenenti cationi: la biodisponibilità della ciprofloxacina viene ridotta in seguito a somministrazione concomitante di formulazioni di didanosina contenenti cationi (Sahai et al., 1993).

Procainamide, N-acetilprocainamide: la ciprofloxacina diminuisce significativamente la clearance renale di questi composti (Bauer et al., 2005).

Probenecid: riduce la secrezione tubulare renale della ciprofloxacina e del suo metabolita desetilenciprofloxacina (M1) probabilmente attraverso un meccanismo competitivo (Landersdorfer et al., 2010).

Ranelato di stronzio: i cationi riducono l’assorbimento dei chinoloni pertanto è sconsigliato l’uso di ranelato di stronzio durante la terapia antibiotica con ciprofloxacina.

Ropinirolo: la ciprofloxacina aumenta la concentrazione plasmatica di ropinirolo inibendone il metabolismo (Kaye, Nicholls, 2000).

Ropivacaina: la ciprofloxacina riduce la CL media della ropivacaina inibendo la formazione del metabolta 3-idrossi-derivato mediata dal CYP1A2 ed aumenta invece la formazione del metabolita (S)-2-6-pipecoloxilidide mediata dal CYP3A4. Vi è una grande variazione interindividuale nell’entità di tali interazioni quindi in taluni soggetti la co-somministrazione dei due farmaci può portare ad effetti tossici (Jokinen et al., 2003).

Sevelamer: la concomitante somministrazione di sevelamer riduce la biodisponibilità di ciprofloxacina (Kays et al., 2003).

Sildenafil: la ciprofloxacina aumenta significativamente la sua biodisponibilità probabilmente esercitando un effetto inibitorio sul CYP3A4. E’ perciò necessario un aggiustamento del dosaggio di sildenafil quando viene somministrato con ciprofloxacina (Hedaya et al., 2006).

Simvastatina: è stato riportato un caso di rabdomiolisi a seguito dell’aggiunta di ciprofloxacina ad una terapia cronica con simvastatina. Essendo la ciprofloxacina un debole inibitore del CYP3A4 è probabile che altri meccanismi coinvolgenti i trasportatori che mediano l’efflusso di farmaci appartenenti alla famiglia delle proteine “ATP- binding cassette” (ABC) siano implicati in tale interazione (Sawant, 2009).

Succhi di frutta: l’assorbimento della ciprofloxacina può essere ridotto dalla concomitante ingestione di succhi di frutta contenenti calcio carbonato e uva pertanto non è consigliabile l’assunzione dell’antibiotico con tali bevande per evitare il rischio di fallimenti terapeutici dovuti a livelli subterapeutici di farmaco nella circolazione sistemica (Akinleye et al., 2007).

Sucralfato, antiacidi a base di alluminio o magnesio, preparati contenenti calcio, ferro, zinco: riducono l’assorbimento della ciprofloxacina per probabile chelazione (Deppermann, Lode, 1993; Polk, 1989).

Teofillina: la ciprofloxacina ne può inibire il metabolismo epatico determinando aumento della concentrazione plasmatica (fino al 114% negli anziani); riduzione della clearance (fino al 56-64% negli anziani); incremento della tossicità sul sistema nervoso centrale (convulsioni).

Tizanidina: la ciprofloxacina aumenta consistentemente le concentrazioni plasmatiche di tizanidina e potenzia pericolosamente i suoi effetti ipotensivi e sedativi, principalmente inibendo il suo metabolismo mediato dall’enzima CYP1A2 (Granfors et al., 2004).

Triclosan: indebolisce la capacità delle cellule batteriche associate in biofilm di sopravvivere all’esposizione di ciprofloxacina, probabilmente migliorando la permeabilità o l’attività dell’antibiotico (Tabak et al., 2009).

Warfarin: i chinoloni possono aumentare il tempo di protrombina. La cosomministrazione di warfarin ed una formulazione a rilascio prolungato di ciprofloxacina non risulta in interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche. Si osserva solo un lieve aumento dell’emivita dell’R-warfarin rispetto a quando l’anticoagulante è somministrato da solo ma la differenza non è considerata clinicamente rilevante per la vicinanza dei valori (52.6 vs 50.1 ore; p=0,029) (Washington et al., 2007).

Zolmitriptan: i chinoloni possono inibire il metabolismo di zolmitriptan (se necessario, ridurre la dose di quest’ultimo).