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Diazepam

Valium, Spasmomen, Valpinax e altri

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Diazepam?


         

Bloccanti neuromuscolari: l'impiego di diazepam in anestesia non è risultato modificare profondità e recupero del blocco neuromuscolare indotto da suxametonio, tubocurarina, pancuronio, fazadinio, alcuronio e vencuronio (Brashaweg, Maddison, 1979; Asbury et al., 1981; Drissen et al., 1986).

Carbamazepina, fenobarbitone, fenitoina: possono aumentare il metabolismo del diazepam per induzione farmacometabolica.

Cibo: in uno studio, l’assunzione di cibo leggero prima della somministrazione di diazepam (5 mg) ha ritardato il tempo di picco di circa 1 ora, mentre non ha influito sulla concentrazione massima o sull’esposizione sistemica al farmaco (Yamazaki et al., 2007).

Cimetidina, omeprazolo, contraccettivi orali, isoniazide, inibitori della HIV-proteasi (delavirdina, indinavir, nelfinavir, ritonavir): aumentano la concentrazione plasmatica del diazepam e la sua emivita per inibizione farmacometabolica (Klotz et al., 1981). I contraccettivi orali possono inoltre aumentare la conversione a glucuronidi di oxazepam e temazepam.

Ciprofloxacina: diminuisce la clearance del diazepam e ne incrementa l’emivita plasmatica, ma l’interazione farmacologica non sembra modificare il profilo farmacodinamico della benzodiazepina (Kamali et al., 1993).

Diflunisal: riduce la concentrazione di oxazepam e la clearance renale del derivato glucuronico, mentre aumenta l’emivita plasmatica del glucuronide (da 10 a 13 ore) (Van Hecken et al., 1985).

Digossina: il diazepam ne prolunga l’emivita plasmatica e ne diminuisce l’escrezione urinaria (Castillo-Ferrando et al., 1980).

Disulfiram: somministrato cronicamente, inibisce il metabolismo del diazepam determinandone la riduzione della clearance plasmatica e prolungandone l’emivita. Modifica anche alcuni parametri della farmacocinetica di oxazepam e incrementa la tossicità indotta da temazepam (MacLeod et al., 1978; Diquet et al., 1990; Hardman et al., 1994).

Eparina, acido acetilsalicilico, sodio valproato: competono con il diazepam per il legame alle proteine plasmatiche (Routledge et al., 1980).

Eritromicina, itraconazolo, probenecid, rabeprazolo: diminuiscono il metabolismo epatico del diazepam, ma questo non sempre si traduce in effetti di rilevanza clinica.

Esperidina: il diazepam potenzia l’attività di promozione del sonno dell’esperidina, flavonoide contenuto nella valeriana, e ciò porta ad una sinergica attività sedativa; in presenza del flavonoide, potrebbero essere necessarie dosi inferiori di benzodiazepine per raggiungere l’effetto clinico (Fernández et al., 2005).

Etanolo: in associazione con diazepam si possono verificare effetti additivi o sinergici. L’etanolo inibisce parzialmente la trasformazione del diazepam in desmetildiazepam e ne riduce la clearance epatica (Linoila et al., 1979).

Fenitoina: il diazepam può aumentarne i livelli plasmatici con conseguente incremento della sua tossicità, agendo come substrato alternativo per l’enzima CYP2C19, preposto alla metabolizzazione dell’antiepilettico (Murphy, Wilbur, 2003).

Fenotiazine, barbiturici, bloccanti-H1 (bronfeniramina, carbinossamina, cetirizina, clemastina, clorfeniramina, ciproeptadina, difenidramina, prometazina, trimeprazina), entacapone, anestetici generali, tramadolo, antidepressivi triciclici, sedativi, ipnotici, ansiolitici: potenziano gli effetti farmacologici centrali del diazepam.

Flumazenil: antagonizza l’attività farmacologica delle benzodiazepine.

Fluvoxamina, fluoxetina: aumentano la concentrazione del diazepam (Perucca et al., 1994). Nel caso dell’interazione fluoxetina-diazepam, l’incremento della concentrazione plasmatica del diazepam è controbilanciato da una riduzione della concentrazione del nordazepam, per cui l’interazione farmacologica risulta meno significativa rispetto a quella fluvoxamina-diazepam (Lemberger et al., 1988).

Fumo, pioglitazone: possono aumentare la clearance del diazepam.

Gingko biloba: in soggetti sani, la somministrazione di estratti di Gingko biloba (120 mg 2 volte/die per 4 settimane) non ha alterato significativamente la farmacocinetica del diazepam (Zuo et al., 2010).

Ketamina: nei pazienti pretrattati con una singola dose di diazepam, l’emivita della ketamina viene allungata con prolungamento del suo effetto, mentre nei pazienti che assumono barbiturici o diazepam da lungo tempo, viene ridotta (Idvall et al., 1983).

Levodopa: il diazepam ne inibisce gli effetti farmacologici.

Litio: in associazione a diazepam si può manifestare ipotermia.

Melatonina, agomelatina: i risultati di uno studio in vivo indicano che la melatonina e l’agomelatina (agonista melatoninergico) possono potenziare gli effetti ansiolitici del diazepam (Loiseau et al., 2006).

Metadone, buprenorfina: la somministrazione di alte dosi di diazepam (40 mg) in pazienti in terapia di mantenimento con metadone (n=4) o buprenorfina (n=7) ha aumentato la risposta a tali farmaci e ha diminuito le performance fisiologiche (tempo di reazione, risultati al test di sostituzione digitale di simboli) (Lintzeris et al., 2007).

Metoclopramide, cisapride: aumentano la velocità di assorbimento gastrointestinale del diazepam per effetto sulla motilità gastrica (accelerazione della motilità) (Gamble et al., 1976; Bateman, 1986).

Morfina, petidina: riducono la velocità di assorbimento del diazepam dopo somministrazione orale per l’effetto oppioide sulla motilità gastrointestinale (Gamble et al., 1976).

Papaverina: il diazepam sembra favorire l’erezione indotta dalla somministrazione intracavernosa di papaverina (Vale et al., 1991).

Penicillamina: la somministrazione endovena di diazepam, dopo somministrazione orale di penicillamina, è stata associata a flebite.

Piper methysticum, Valeriana officinalis, cisapride: aumentano l’effetto sedativo del diazepam.

Polivinilcloruro: le sacche di polivinilcloruro impiegate in caso di infusione venosa assorbono circa il 50% della dose di diazepam contenuta nella sacca stessa.

Propranololo, metoprololo: possono inibire il metabolismo del diazepam per inibizione farmacometabolica. Non sempre l’interazione farmacologica ha rilevanza clinica (Ochs et al., 1984).

Rifampicina: riduce l’emivita del diazepam (Brockmeyer et al., 1985). L’interazione farmacologica fra rifampicina e diazepam prevale su quella fra isoniazide e diazepam: in un paziente in trattamento con rifampicina più isoniazide più etambutolo (nessuna interazione con diazepam) e diazepam, l’emivita di quet’ultimo era diminuita e la sua clearance aumentata (Ochs et al., 1981).

Sildenafil: in un modello animale ha ridotto l’effetto anticonvulsivante del diazepam favorendo le reazioni mediate dalla via NO-cGMP (Gholipour et al., 2009).

Voriconazolo, fluconazolo: un pretrattamento con questi antimicotici in 20 volontari sani, ha aumentato l’AUC e l’emivita del diazepam e di conseguenza l’esposizione sistemica al farmaco (Saari et al., 2007).

Xantine: le xantine (es. caffeina teofillina, aminofillina) possono antagonizzare gli effetti sedativi indotti dal diazepam per il loro effetto stimolante sul sistema nervoso. In particolare per l’aminofillina è probabile che il meccanismo dell’interazione farmacologica con diazepam consista nel blocco dei recettori per l’adenosina indotto dalla xantina stessa (Niemand et al., 1984).