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Formoterolo

Foster, Symbicort, Foradil e altri

Avvertenze - Quali informazioni conoscere prima di usare Formoterolo?


         

Corticosteroidi (budesonide, beclometasone, mometasone): quando il formoterolo è somministrato in associazione a budesonide, beclometasone o mometasone, deve essere preso in considerazioni anche il profilo farmacologico del corticosteroide, cioè devono essere considerate anche controindicazioni, avvertenze, interazioni farmacologiche, effetti collaterali e tossicità della budesonide, del beclometasone e del mometasone. L’associazione del formoterolo con budesonide, beclometasone o mometasone non è indicata nel trattamento iniziale dell’asma bronchiale. L’associazione del formoterolo con il corticosteroide per via inalatoria è indicato nel trattamento di mantenimento dell’asma; una volta raggiunto il controllo della malattia, il formoterolo deve essere sospeso e la cura dell’asma deve continuare con il corticosteroide per inalazione (Chowdhury, Dal Pan, 2010). Nel trattamento della bpco, l’associazione formoterolo più budesonide è indicata nelle forme moderate-gravi (FEV1 < 50% dell’atteso) caratterizzate da frequenti riacutizzazioni.

Terapia iniziale dell’asma: il formoterolo non deve essere utilizzato nel trattamento iniziale dell’asma bronchiale.

Terapia di mantenimento dell’asma: il formoterolo è indicato nel trattamento dell’asma in associazione ai corticosteroidi per via inalatoria. Il formoterolo non deve essere somministrato in monoterapia. La somministrazione in monoterapia dei farmaci beta2-agonisti a lunga durata d’azione (LABA), come il formoterolo, è stata associata ad un aumento del rischio composito di morte correlata all’asma, intubazione e ospedalizzazione; tale rischio è risultato particolarmente elevato nei bambini di età compresa fra 4 e 11 anni (FDA, 2010). L’associazione di formoterolo alla terapia corticosteroidea inalatoria nei pazienti che non controllano l’asma con basse dosi di corticosteroide migliora la funzione polmonare e riduce le esacerbazioni della malattia e il ricorso ai beta2-agonisti a breve durata d’azione (farmaci “al bisogno“) (Linee Guida GINA, 2009).

Broncospasmo paradosso: nei pazienti in terapia con formoterolo per via inalatoria che manifestano broncospasmo paradosso interrompere la somministrazione del farmaco e ricorrere alla somministrazione di un broncodilatatore a breve durata d’azione (beta2-agonista a breve durata d’azione).

Ipokaliemia: i farmaci beta2-agonisti possono provocare, potenzialmente, un abbassamento significativo dei livelli di potassio nel sangue (ipokaliemia, concentrazione di potassio nel sangue inferiore a 3,5 mmoli/L), causato dal passaggio del potassio dal comparto extracellulare a quello intracellulare con conseguente ridotta velocità di escrezione renale dello ione. La somministrazione di formoterolo richiede cautela quando il paziente presenta una condizione clinica che può amplificare il rischio di ipokaliemia come ipossia, terapie concomitanti con farmaci che favoriscono la perdita di potassio (metilxantine, diuretici, steroidi). Monitorare le concentrazioni ematiche di potassio.

Diabete: poichè i beta2-agonisti stimolano il rilascio di glucosio nel sangue, la somministrazione di formoterolo nei pazienti diabetici richiede cautela per il rischio di iperglicemia. I beta2-agonisti infatti stimolano la sintesi epatica di glucosio (gluconeogenesi epatica) e la conversione di glicogeno in glucosio (glicogenolisi epatica). Monitorare la glicemia.

Cardiopatia ischemica, infarto miocardico, scompenso cardiaco, aritmia cardiaca, ipertensione arteriosa grave, glaucoma, ipertrofia prostatica: la somministrazione di formoterolo in presenza di queste patologie richiede cautela.

Farmaci che prolungano l’intervallo QT: poichè il formoterolo può indurre un aumento dell’intervallo QT, con rischio di gravi aritmie ventricolari (es. torsione di punta), la co-somministrazione con farmaci che prolungano l’intervallo QT è controindicata.

Anestetici alogenati: la somministrazione di formoterolo deve essere sospesa 12 ore prima dell’anestesia con anestetici alogenati per il rischio di aritmie cardiache.

Etanolo: alcune specialità medicinali a base di formoterolo contengono etanolo fra gli eccipienti. La presenza di etanolo potrebbe interferire (rischio teorico) con il disulfiram e il metronidazolo in pazienti particolarmente sensibili.

Lattosio: alcune specialità contenenti formoterolo più budesonide contengono lattosio. La quantità di lattosio erogata per singola inalazione (meno di 1 mg/inalazione) è in genere tollerata nei pazienti che presentano intolleranza al lattosio (la quantità di lattosio tollerata è soggettiva e può variare nel tempo: dosi singole fino a 5-10 g di lattosio sono tollerate) (Franzè, Bertelè, 2010).

Gravidanza: la somministrazione di formoterolo in gravidanza è controindicata. Il farmaco in vivo è risultato teratogeno. La somministrazione di farmaci beta2-agonisti durante il parto può indurre miorilassamento della muscolatura liscia dell’utero con un effetto di inibizione sulle contrazioni. La FDA ha inserito il formoterolo in classe C per l’uso in gravidanza. In questa classe sono inseriti i farmaci i cui studi sugli animali hanno rilevato effetti dannosi sul feto (teratogenico, letale o altro) ma non ci sono studi controllati in donne oppure i farmaci per i quali non sono disponibili studi né sull'uomo né sull'animale. Il farmaco di classe C dovrebbe essere somministrato solo se il potenziale beneficio giustifica il potenziale rischio per il feto.

Allattamento: in vivo il formoterolo è escreto nel latte materno. Poichè non sono disponibili dati di letteratura relativi all’uso del farmaco durante l’allattamento al seno, il formoterolo è controindicato nelle donne che allattano.

Doping: il formoterolo è inserito nell’elenco delle sostanze proibite stilato dalla World Anti-Doping Agency (WADA) (edizione 2019). Il formoterolo è inserito nel gruppo S3 (farmaci beta2-agonisti) ed è proibito sia in gara che fuori gara. Il divieto fa eccezione per la sola somministrazione per via inalatoria, per dosi non superiori a 54 mcg/24 ore. La presenza nelle urine di concentrazioni di formoterolo superiori a 40 ng/ml è considerate pratica di doping a meno che l’atleta non dimostri, con studi di farmacocinetica, che tale concentrazione risulti dall’assunzione per via inalatoria della massima dose tollerata (The World Anti-Doping Code International Standard, Prohibited list, 2019).

         


Nota:
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In particolare I&B autorizza e predispone la pubblicazione dei contenuti di questa sezione "Avvertenze", con licenza GFDL e CC-BY_SA, sulla pagina dell'enciclopedia libera alla Voce "Formoterolo".