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Formoterolo

Foster, Symbicort, Foradil e altri

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Formoterolo?


         

Quando il formoterolo è somministrato in associazione ad altri farmaci (beclometasone, budesonide, mometasone) devono essere prese in considerazione tutte le possibili interazioni farmacologiche relative ai farmaci presenti nell’associazione.

Di seguito sono riportate le interazioni farmacologiche del formoterolo.

Anestetici alogenati: in associazione a formoterolo aumenta il rischio di aritmia cardiaca.

Antidepressivi triciclici, MAO-inibitori: potenziano gli effetti del formoterolo sul sistema cardiovascolare.

Beta-bloccanti: antagonizzano l’azione beta-stimolante del formoterolo e possono provocare nei pazienti asmatici broncospasmo. L’interazione farmacologica può verificarsi anche nel caso di somministrazione topica di beta-bloccanti (collirio). Normalmente i beta-bloccanti non sono raccomandati in pazienti con asma; nel caso fosse necessario somministrare un beta-bloccante, preferire un farmaco beta-bloccante cardioselettivo.

Corticosteroidi, diuretici, xantine: possono potenziare l’effetto di ipokaliemia dei farmaci beta2-agonisti.

Digitale: in associazione a formoterolo può aumentare il rischio di aritmia come conseguenza dell’effetto di ipokaliemia associato al formoterolo.

Farmaci adrenergici: in associazione a formoterolo potrebbe verificarsi un effetto additivo di stimolo del sistema adrenergico con ripercussione sul cuore.

Farmaci che prolungano il QT: la somministrazione di formoterolo in associazione a farmaci che inducono prolungamento dell’intervallo QT è controindicata. La durata dell’intervallo QT corretto per la frequenza cardiaca (QTc) è normalmente compresa fra 300 e 440 msec. Valori superiori al range di normalità possono indurre gravi aritmie ventricolari anche con esito fatale (es, torsione di punta).
I farmaci che inducono prolungamento dell’intervallo QT possono essere distinti in farmaci con rischio accertato di indurre torsione di punta e farmaci con rischio potenziale (BIF, 2003; Arizona CERT, 2012). Al primo gruppo appartengono: aloperidolo, amiodarone, amitriptilina, citalopram, chinidina, claritromicina, clorpromazina, clorochina, disopiramide, domperidone, droperidolo, eritromicina, flecainide, ibutilide, imipramina, metadone, moxifloxacina, pentamidina, pimozide, probucolo, procainamide, sotalolo, triossido di arsenico.
Al secondo gruppo appartengono: alfuzosin, amantadina, atazanavir, azitromicina, cloralio idrato, clozapina, dolasetron, dronedarone, escitalopram, famotidina, felbamato, fingolimod, foscarnet, gatifloxacina, gemifloxacina, granisetron, indapamide, isradipina, lapatinib, levofloxacina, litio, moexipril/idroclorotiazide, nicardipina, nilotinib, octreotide, ofloxacina, ondansetron, ossitocina, paliperidone, quetiapina, ranolazina, risperidone, roxitromicina, sertindolo, sunitinib, tacrolimus, tamoxifene, telitromicina, tizanidina, vardenafil, venlafaxina, voriconazolo, ziprasidone.

Levodopa (l-dopa), levotiroxina (L-tiroxina), ossitocina, etanolo: possono modificare la tolleranza cardiaca verso i beta2-agonisti. L’associazione con formoterolo richiede cautela.