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Gabapentin

Neurontin e altri

Avvertenze - Quali informazioni conoscere prima di usare Gabapentin?


         

Interruzione del trattamento: sospendere gradualmente la somministrazione di gabapentin per ridurre il rischio di attacchi convulsivi di rimbalzo.

Suicidio/ideazione di suicidio: l’assunzione di farmaci antiepilettici, tra cui gabapentin, per il trattamento di crisi convulsive, disordini psichiatrici, dolore neuropatico o altri disturbi può determinare un aumento del rischio di suicidio nei pazienti o l’insorgere di idee e comportamenti suicidari. Il confronto con il topiramato ha evidenziato un aumento del rischio di suicidio associato a gabapentin (hazard ratio 1,42). Monitorare eventuali segni o sintomi riconducibili a idee suicidarie; in base alla gravità dei sintomi può essere necessario ridurre o sospendere l’assunzione di gabapentin (FDA, 2008; Patorno, Bohn, 2010).

Epilessia generalizzata primaria: in pazienti affetti da epilessia generalizzata primaria, l’assunzione di gabapentin può determinare un peggioramento del quadro clinico. Gabapentin non è quindi indicato nel trattamento delle crisi convulsive con generalizzazione primaria.

Antiacidi: evitare la somministrazione contemporanea con antiacidi a base alluminio e magnesio, poichè tali farmaci riducono la biodisponibilità del gabapentin. Lasciare intercorrere almeno un intervallo di due ore tra le somministrazioni dei due farmaci.

Morfina: l’assunzione di gabapentin in seguito a somministrazione di morfina a rilascio prolungato determina un aumento della concentrazione plasmatica del farmaco antiepilettico. Monitorare il paziente e, in caso di insorgenza di effetti collaterali a livello del sistema nervoso centrale, ridurre opportunamente le dosi di gabapentin e di morfina (Eckhardt et al., 2000).

Esami di laboratorio: l’assunzione di gabapentin può determinare risultati falsi positivi al dipstick test nella determinazione della proteinuria. In caso di risultato positivo, effettuare ulteriori analisi (metodo del Biureto, metodo turbidimetrico) per confermare la diagnosi.

Epatite: in letteratura sono riportati casi di epatite e ittero colestatico associati al trattamento con gabapentin (Lasso-de-la-Vega et al., 2001; Hauben et al., 2002; Richardson et al., 2002; Bureau et al., 2003). Si consiglia di monitorare i valori di ALT e AST sia prima che durante la terapia per individuare un eventuale danno a livello epatico.

Pancreatite: in caso di insorgenza di pancreatite acuta associata all’assunzione di gabapentin, può essere necessario sospendere la terapia con il farmaco antiepilettico.

Attività che richiedono attenzione e coordinamento costante: gabapentin può indurre sonnolenza e capogiri. E’ necessario valutare gli effetti del farmaco sul paziente se questi deve svolgere attività che richiedono attenzione e coordinazione prolungate.

Disturbi della vista: in letteratura è riportata una segnalazione di restrizione del campo visivo associata a terapia con gabapentin, reversibile con la sospensione del farmaco (Bekkelund et al., 2006). In caso di insorgenza di gravi disturbi della vista, ridurre il dosaggio di gabapentin o sospendere la somministrazione del farmaco.

Disordini del movimento: in letteratura sono riportate due segnalazioni di disordini del movimento associati a gabapentin, che si sono risolti in seguito ad interruzione della terapia (Reeves et al., 1996).

Morte improvvisa: nel corso degli studi clinici pre-marketing si sono verificati alcuni episodi di morte improvvisa tra i pazienti in trattamento con gabapentin. L’incidenza di tali eventi è risultata essere simile all’incidenza riscontrata sia nei pazienti in terapia con altri farmaci anticonvulsivanti, che nei pazienti epilettici non trattati (Lathers, Schraeder, 2002).

Insufficienza renale: gabapentin viene escreto per via renale. In pazienti affetti da insufficienza renale con valori di clearance della creatinina inferiori a 80 ml/min e in pazienti in emodialisi è necessario diminuire il dosaggio del farmaco.

Pazienti anziani: nei pazienti anziani può verificarsi diminuzione della funzionalità renale; in tali casi è necessario ridurre la dose di gabapentin. Nel corso dei trial clinici, l’incidenza di effetti avversi quali sonnolenza, atassia, edema periferico è risultata aumentata.

Età pediatrica: non è noto se trattamenti per lunghi periodi (superiori a 36 settimane) con gabapentin possono influenzare lo sviluppo o l’apprendimento. Nel corso degli studi clinici, in seguito all’assunzione di gabapentin circa il 5-6% dei pazienti in età pediatrica (6-12 anni) ha mostrato problemi comportamentali, aggressività, ipercinesia. Non sono disponibili studi clinici relativi alla sicurezza e all’efficacia dell’impiego di gabapentin per il trattamento delle crisi convulsive in pazienti di età inferiore a 6 anni. Nei pazienti di età pediatrica il gabapentin non è indicato per il trattamento del dolore neuropatico.

Gravidanza: negli animali la somministrazione di gabapentin durante la gestazione è risultata associata a teratogenicità. La FDA ha inserito il gabapentin in classe C per l’impiego in gravidanza (la classe C comprende i farmaci i cui studi sugli animali hanno rilevato effetti dannosi sul feto e per i quali non sono disponibili studi specifici sull’uomo, e i farmaci per i quali non sono disponibili studi nè sull’uomo nè sull’animale). La somministrazione di gabapentin in gravidanza deve essere riservata ai casi di effettiva necessità, dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. In gravidanza non sospendere la terapia antiepilettica per evitare l’insorgenza di crisi convulsive, dannose sia per la madre che per il bambino, ma adottare alcune raccomandazioni per ridurre il rischio di difetti congeniti associati alla terapia antiepilettica. Se possibile preferire un regime monoterapico rispetto ad uno che prevede l’impiego di più farmaci antiepilettici. Somministrare il dosaggio minimo efficace; evitare picchi durante la giornata (usare dosi frazionate). Si raccomanda comunque il monitoraggio di segni e/o sintomi riconducibili ad una eventuale tossicità del farmaco. Co-somministrare acido folico.

Allattamento: sono disponibili dati limitati riguardanti l’assunzione di gabapentin durante l’allattamento. La quantità di gabapentin presente nel latte materno risulta essere minore rispetto alla quantità di farmaco a cui il neonato viene esposto durante la gravidanza. La dose di gabapentin assunta dal bambino durante l’allattamento non sembra causare effetti avversi. La terapia antiepilettica nella madre non può essere sospesa per evitare l’insorgenza di fenomeni convulsivi; si raccomanda quindi di assumere la minima dose efficace di gabapentin per evitare fenomeni di accumulo nel bambino, poichè l’eliminazione del farmaco per via renale risulta minore rispetto ai pazienti adulti. Se possibile preferire l’assunzione di gabapentin in monoterapia. Si raccomanda comunque il monitoraggio di segni e/o sintomi riconducibili ad una eventuale tossicità del farmaco (Ohman et al., 2005; Kristensen et al., 2006).

         


Nota:
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In particolare I&B autorizza e predispone la pubblicazione dei contenuti di questa sezione "Avvertenze", con licenza GFDL e CC-BY_SA, sulla pagina dell'enciclopedia libera alla Voce "Gabapentin".