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Ibuprofene

Moment, Brufen, Nurofen e altri

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Ibuprofene?


         

ACE inibitori e antagonisti dell’Angiotensina II: in pazienti con funzione renale compromessa la co-somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell’angiotensina II e di farmaci che inibiscono il sistema della ciclo-ossigenasi può portare a un ulteriore deterioramento della funzione renale, fino a comparsa di insufficienza renale acuta, generalmente reversibile. Interazioni con ACE inibitori possono provocare allucinazioni visive.

Acido acetilsalicilico (ASA): l’ibuprofene antagonizza l’azione antiaggregante piastrinica dell’ASA (basso dosaggio) con possibili effetti sulla sua azione cardioprotettiva (MacDonald, Wei, 2003; Kimmel et al., 2004; Patel, Goldberg, 2004). L'aspirina inibisce irreversibilmente la COX acetilando un residuo di serina presente sulla ciclossigenasi. Diversamente dall'aspirina i FANS si comportano come inibitori reversibili delle COX. Interferendo con la capacità dell’aspirina di inibire la COX-1 piastrinica, l’ibuprofene potrebbe ridurre l’effetto protettivo dell’aspirina (Catella-Lawson et al., 2001).
L’interazione è stata segnalata in caso di uso abituale e regolare del FANS, ma non se quest’ultimo è assunto occasionalmente 2 ore dopo la somministrazione di ASA. L’ASA deve essere somministrato 2 ore prima della prima dose giornaliera di ibuprofene, quando quest’ultimo è prescritto in regimi terapeutici che prevedono la tripla somministrazione giornaliera (Med Letter, 2004). Da un database relativo a prescrizioni per pazienti affetti da cardiovasculopatie trattati con ASA, è risultato che i pazienti che avevano assunto anche ibuprofene presentavano una mortalità cardiovascolare più elevata rispetto a quelli trattati solo con ASA (MacDonald, Wei, 2003); uno studio caso-controllo ha rilevato che l’incidenza di un primo infarto miocardico non fatale in pazienti che assumevano ASA a basse dosi associato ad impiego frequente di ibuprofene era doppia rispetto a quella osservata in pazienti che assumevano solamente ASA (Patel, Goldberg, 2004).
Alcuni dati di letteratura sembrerebbero identificare nell’ibuprofene e nel diclofenac i FANS maggiormente responsabili dell’interazione farmacologica con ASA, ma un recente studio sulla funzione piastrinica, studiata in volontari sani sottoposti a trattamento con aspirina contemporaneamente ad altri FANS, ha invece dimostrato una riduzione dell’azione antiaggregante da parte di tutti i FANS testati (tra cui l’ibuprofene).
L’interazione fra ibuprofene e acido acetilsalicilico è stata oggetto della revisione condotta dal Comitato di Valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (PRAC) dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) sul rischio cardiovascolare di ibuprofene. La revisione, avviata a giungo 2014, non ha fornito dati conclusivi sugli effetti clinici dell’interazione farmacologica con l’acido acetilsalicilico in caso di somministrazione prolungata di ibuprofene. Secondo il PRAC la somministrazione occasionale di ibuprofene non dovrebbe interferire con gli effetti cardioprotettivi dell’acido acetilsalicilico (European Medicines Agency - EMA, 2015).

Alprazolam: utilizzato con l’ibuprofene nel trattamento della fibromialgia (Russel et al., 1991).

Analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei: l’uso contemporaneo di due o più analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei porta ad un aumento del rischio di effetti indesiderati.

Antibatterici: possibile aumento del rischio di convulsioni indotte da chinolonici.

Anticoagulanti cumarinici (warfarin): l’ibuprofene ne potenzia l’effetto farmacologico aumentando il tempo di protrombina.

Antidiabetici: possible aumento dell’effetto delle sulfaniluree.
E’ stato riportato il caso di un uomo (età: 72 anni) diabetico da 20 anni che assumeva glibenclamide (25 mg/die); cominciò ad assumere ibuprofene (150 mg) per mal di gola e artralgia. Mezz'ora dopo la prima assunzione, comparvero nausea, sudorazione, palpitazioni che si risolsero dopo che il paziente assunse zucchero. Il giorno seguente, dopo che il paziente assunse identiche dosi di ibuprofene, si ripresentarono gli stessi sintomi, con maggiore intensità e perdita di coscienza, il paziente si riprese poi completamente appena ricevette glucosio per endovena. Sospeso l'ibuprofene, non vi furono altri episodi di ipoglicemia (Sone et al., 2001).

Antipertensivi: l’ibuprofene ne riduce l’efficacia terapeutica poichè inibisce la sintesi delle prostaglandine I2, E2 e D2 che inducono vasodilatazione e natriuresi e che sono stimolate dagli antipertensivi (Kenneth et al., 1987).

Antivirali: possibile aumento della concentrazione dei FANS.

Cefuroxima, fenobarbital: in associazione a ibuprofene sono comparse mucosite ed eritema.

Cetirizina: in associazione con ibuprofene sono state segnalate atralgia aggravata, mal di testa, sete.

Ciclosporina: la co-somministrazione con ibuprofene può indurre un’aumento del rischio di nefrotossicità.

Corticosteroidi orali e inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): aumentano il rischio di ulcerazione e emorragia.

Diuretici: i FANS possono ridurre l’effetto dei diuretici per l’inibizione delle prostaglandine a livello renale.

Ginko biloba: in associazione a ibuprofene potrebbe aumentare il rischio di emorragie (Meisel et al., 2003).

Kava kava (o Pyper metisticum): in letteratura è stato riportato il caso di una paziente (età: 14 anni) in cui la co-somminitrazione della pianta medicinale e dell’ibuprofene ha scatenato un’epatite attiva fulminante con necrosi centrolobulare estesa con circa il 25% di sopravvivenza epatocellulare ed infiltrati infiammatori (Campo et al., 2002).

Litio, digossina, fenitoina: l’ibuprofene determina un aumento dei livelli plasmatici di questi farmaci. Riduce l’escrezione del litio aumentando il rischio di nefrotossicità.

Metotressato: aumento del rischio di tossicità conseguente alla riduzione dell’escrezione del metotressato (riduzione della clearance renale e biliare).

Misoprostolo, inibitori della pompa protonica: servono come agenti protettori.

Oxicodone: l’associazione di ibuprofene (400 mg) e oxicodone (5 mg) è stata associata a un incidenza di nausea e vomito inferiore rispetto alla monotrapia con oxicodone o all’associazione di oxicodone con paracetamolo.

Pamidronato: il pretrattamento con ibuprofene in bambini in terapia con pamidronato per osteogenesi imperfetta o osteoporosi giovanile sembra ridurre gli effetti collaterali legati al pamidronato. Inoltre i pazienti pretrattati con ibuprofene sono andati incontro ad una bassa frequenza di eventi avversi (17%) rispetto a quelli trattati con paracetamolo (83%) (Robinson et al., 2004).

Raloxifene: in associazione a ibuprofene potrebbe verificarsi competizione per il legame sieroproteico. La co-somministrazione richiede cautela.

Tacrolimus: con ibuprofene potrebbe verificarsi un aumento del rischio di nefrotossicità.

Uricusurici: i farmaci uricosurici rallentano l’escrezione dei FANS, aumentandone le concentrazioni plasmatiche.