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Lisinopril

Zestril, Zestoretic e altri

Effetti collaterali - Quali sono gli effetti collaterali di Lisinopril?


         

I più frequenti effetti collaterali associati a lisinopril sono tosse e capogiri (Armayour, Lopez,1988). La tosse è un effetto di classe.

Gli effetti collaterali più frequenti osservati con lisinopril in pazienti ipertesi o con insufficienza cardiaca sono stati: capogiri (4,4%), cefalea (5,6%), astenia/fatigue (2,7%), diarrea (1,8%) e tosse (3%).

La percentuale di pazienti trattati con lisinopril che ha interrotto il trattamento per gli effetti avversi è stata pari al 5,7% nei pazienti con ipertensione essenziale, pari all’11% circa nei pazienti con insufficienza cardiaca, pari al 17,6% (studio clinico GISSI-3) nei pazienti infartuati.

Nei pazienti infartuati trattati con lisinopril (studio clinico GISSI-3) gli effetti collaterali più frequenti sono stati (vs controlli): ipertensione persistente (8,8% vs 3,6%), shock (2,8% vs 2,5%), disfunzione renale 2,4% vs 1,1%), ictus (0,6% vs 0,6%), reinfarto (2,2% vs 2,2%), emorragia (1,3% vs 1,2%), angina (13,9% vs 13,2%), fibrillazione ventricolare (2,5% vs 3,1%), tachicardia ventricolare sostenuta (2,1% vs 2,5%), flutter atriale o fibrillazione (6,3% vs 6,4%), blocco atrio-ventricolare completo (2,9% vs 2,4%), asistole (1,2% vs 1,2%), rottura del setto intraventricolare (0,4% vs 0,3%), rottura del muscolo papillare (0,4% vs 0,3%), insufficienza cardiaca congestizia ritardata, oltre cioè i 4 giorni dall’evento acuto (4,5% vs 4,5%) (Scheda prodotto ZESTRIL).

Apparato respiratorio: tosse secca, dispnea; (meno frequenti) broncospasmo, rinite, sinusite.
La tosse secca da ACE-inibitore presenta un’incidenza maggiore nelle popolazione femminile rispetto a quella maschile (Visser et al., 1995).

Cardiovascolari: ipotensione, disturbi del ritmo, palpitazioni, angina, dolore toracico, edemi periferici; (rari) infarto miocardico, ictus cerebrovascolare (possibile effetto secondario a grave ipotensione in pazienti a rischio elevato).
Negli studi clinici condotti in pazienti con ipertensione trattati con lisinopril, l’ipotensione ha interessato lo 0,8% dei pazienti e la sincope lo 0,2%. Lo 0,3% dei pazienti ha interrotto lo studio per ipotensione o sincope.
Negli studi condotti in pazienti con insufficienza cardiaca, l’incidenza di ipotensione e sincope è risultata più elevata, rispettivamente pari al 5,2% e all’1,7% dei pazienti. La percentuale di pazienti che ha interrotto l’assunzione del lisinopril per ipotensione è stata pari all’1,7%.

Centrali: cefalea, capogiri, astenia, affaticamento, depressione, sonnolenza, insonnia; (meno frequenti) confusione mentale, alterazioni dell’umore, parestesia, vertigini, allucinazioni.
Segnalazioni di allucinazioni dopo somministrazione di lisinopril (0,5 mg e 5 mg) sono state riportate dal Centro di Farmacovigilanza Olandese (LAREB). Oltre a lisinopril, sono state riportate allucinazioni anche con captopril, trandolapril, ramipril, enalapril, quinapril, cilazapril. Il meccanismo ipotizzato per spiegare questo effetto collaterale chiama in causa l’encefalinasi enzima che idrolizza le encefaline, oppioidi endogeni che influenzano il comportamento. Gli ACE-inibitori inibiscono l’encefalinasi e aumentano la concentrazione delle encefaline con conseguente comparsa di allucinazioni (Nederlands Bijwerking Centrum Lareb, 2007).

Dermatologici: prurito, esantemi cutanei; (meno frequenti) alopecia, diaforesi, orticaria, psoriasi, fotosensibilità; (rari) pemfigo, necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens Johnson, eritema multiforme (la reazione causale con questi eventi non è stata stabilita).

Ematici: riduzione dei valori di emoglobina e dell’ematocrito; (raro) agranulocitosi (la relazione di causalità con lisinopril non è stata definita).

Endocrini: impotenza, secrezione inappropriata di ormone antidiuretico, ginecomastia.

Epatici: aumento della concentrazione di enzimi epatici, iperbilirubinemia; (rari) ittero, epatite (epatocellulare o colestatica) (Larrey et al., 1990).

Gastrointestinali: nausea, diarrea, vomito, dispepsia, anoressia, costipazione, flatulanza; (rari) dolore addominale, indigestione, secchezza delle fauci (xerostomia), disgeusia (la reazione causale fra alterazione del gusto e somministrazione di lisinopril è incerta).

Genitourinari: azotemia, creatininemia, proteinuria, insufficienza renale acuta, sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (Shaikh et al., 2000).
L’aumento dell’azoto ureico e della creatinina è risultato inferiore al 2% negli studi clinici in pazienti ipertesi trattati in monoterapia con lisinopril; pari a circa il 12% nei pazienti con insufficienza cardiaca, trattati con lisinopril 2,5-20 mg/die in associazione a diuretici. Nello studio ATLAS che ha confrontato due trattamenti con lisinopril, ad alto e basso dosaggio (35 vs 5 mg/die) in pazienti con insufficienza cardiaca, l’aumento della creatinina serica è stato rispettivamente del 9,9% vs 7,0%.

Metabolici: iperkaliemia, iponatriemia.

Muscoloscheletrici: dolori articolari.

Sistemici: febbre, reazioni di ipersensibilità (angioedema di viso, labbra, lingua, glottide, faringe, estremità; angioedema intestinale; angioedema del pene), pancreatite, gotta.
In letteratura sono riportati due casi di angioedema al pene in seguito a terapia combinata con lisinopril più irbesartan e in seguito a monoterapia con enalapril (McCabe et al., 2008).