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Paracetamolo

Tachipirina, Efferalgan, Zerinol e altri

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Paracetamolo?


         

Alcool: l’interazione fra alcool e parecetamolo dipende dal tipo di intossicazione alcolica, se acuta o cronica. L’alcool, in caso di intossicazione acuta, inibisce il metabolismo ossidativo del paracetamolo ed esplica un effetto protettivo verso il danno epatico. L’effetto di protezione cessa con l’eliminazione dell’alcool dall’organismo e tende ad attenuarsi tanto maggiore è il tempo che intercorre fra assunzione di alcool e quella di paracetamolo (la protezione è massima se alcool e paracetamolo sono assunti contemporaneamente). A differenza di quanto osservato in caso di intossicazione acuta, l’assunzione cronica di alcool causa un aumento modesto (circa 2 volte) e breve dell’isoenzima CYP2E1 (isoenzima citocromiale principalmente coinvolto nel metabolismo ossidativo del paracetamolo in caso di intossicazione acuta di alcool) suggerendo che in condizioni di intossicazione cronica siano altri enzimi citocromiali ad essere coinvolti. Anche l’etanolo è metabolizzato dall’enzima CYP2E1 e ne rappresenta al tempo stesso un induttore; l’assunzione cronica di etanolo determina quindi un aumento dei livelli di questo enzima. Dai dati di letteratura disponibili non sembra che il consumo cronico di alcool esponga ad una maggior epatotossicità da paracetamolo sia dopo sovradosaggio sia con l’uso terapeutico del farmaco. E’ possibile che gli alcolisti cronici siano più vulnerabili agli effetti tossici epatici da paracetamolo nei primi giorni di sospensione dall’alcool, quando cioè i livelli di CYP2E1 sono elevati per induzione farmacometabolica dell’etanolo e non c’è più competizione, in qualità di substrato per l’enzima, fra etanolo e paracetamolo. Sulla base dei dati disponibili comunque anche la somministrazione di paracetamolo alla massima dose terapeutica in questo periodo non sembrerebbe comportare effetti avversi sui test di funzionalità epatica. Sebbene non possa essere esclusa la possibilità che il consumo cronico di alcool aumenti il rischio di tossicità epatica da paracetamolo (probabilmente per insufficiente disponibilità di glutatione) non ci sono evidenze sufficienti per confermare una maggior tossicità dell’interazione farmacologica negli alcolisti cronici rispetto a chi non fa uso o assume saltuariamente quantità modeste di alcool (Prescott, 2000; Gomez-Moreno et al., 2008).

Analisi di laboratorio: il paracetamolo può interferire con il test dell’uricemia (misurata con il metodo dell’acido fosfotungstico) e della glicemia (misurata con il metodo della glucosio-ossidasi-perossidasi).

Anticoagulanti orali: il paracetamolo può incrementarne l’azione farmacologica (Boeijinga et al., 1982).

Barbiturici: favoriscono il rischio di epatotossicità indotto da paracetamolo (Pirotte, 1984).

Busulfano: il paracetamolo potrebbe inibirne il metabolismo. Si raccomanda cautela nelle 72 ore successive alla somministrazione del paracetamolo.

Caffeina: sulla base di dati di laboratorio, in vitro, la caffeina sembra favorire la formazione del metabolita epatotossico del paracetamolo quando i due farmaci sono combinati in elevate quantità. L’interazione è stata osservata per dosi di caffeina decisamente superiori a quelle assunte normalmente con la dieta o in associazioni terapeutiche con il paracetamolo (Cameron et al. 2007).

Carbamazepina, cimetidina, fenobarbital, glutetimide, rifampicina: la somministrazione in associazione a paracetamolo richiede cautela perchè questi farmaci sono induttori delle monossigenasi epatiche.

Cloramfenicolo: il paracetamolo potrebbe ridurne l’effetto farmacologico per incremento del metabolismo.

Colestiramina: può ridurre la velocità di assorbimento del paracetamolo.

Diazepam, etinilestradiolo: il paracetamolo potrebbe aumentarne la tossicità (Mulley et al., 1978; Rogers et al., 1987).

Contraccettivi orali: possono ridurre l’analgesia indotta dal paracetamolo per aumentato metabolismo di quest’ultimo (Miners et al., 1983).

Meperidina, propantelina, pentazocina: possono ridurre l’assorbimento del paracetamolo.

Metoclopramide, domperidone: possono accelerare l’assorbimento del paracetamolo.

Probenecid: può diminuire la clearance e aumentare l’emivita del paracetamolo (Kamali, 1993).

Propranololo: sembra ridurre la clearance del paracetamolo (per inibizione metabolica) (Baraka et al., 1989).

Sulfinpirazone, tabacco: possono ridurre l’attività del paracetamolo (Dordoni et al., 1973; Miners et al., 1984).

Tramadolo: in associazione a paracetamolo è stato osservato un effetto additivo analgesico rispetto alla somministrazione dei due farmaci in monoterapia (Filitz et al., 2008).

Warfarin: il paracetamolo può aumentare l’attività anticoagulante del warfarin, soprattutto in caso di trattamento prolungato, ma l’effetto non è costante. Il meccanismo dell’interazione non è noto: è stato ipotizzato che uno dei metaboliti del paracetamolo possa inibire l’enzima vitamina K-epossido reduttasi, responsabile dell’azione anticoagulante del warfarin (Thijssen et al., 2004). L’interazione paracetamolo-warfarin presenta elevata variabilità interindividuale ed è possibile che la stessa dose di paracetamolo possa aumentare in modo significativo l’indice INR in un paziente, ma non in un altro (possibile base genetica della variabilità della risposta).

Zidovudina: in associazione con paracetamolo si può verificare granulocitopenia.