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Prednisone

Deltacortene, Lodotra e altri

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Prednisone?


         

Agonisti beta2-adrenergici: la somministrazione concomitante di corticosteroidi e agonisti beta2-adrenergici aumenta il rischio di ipopotassemia (Newnham, 2001).

Amfotericina B: i corticosteroidi possono aumentare l’ipokaliemia indotta da amfotericina B; l’amfotericina può ridurre la risposta alla stimolazione con ACTH (ormone adrenocorticotropo, stimola principalmente la secrezione di cortisolo dalla corteccia surrenale).

Anticoagulanti orali: i corticosteroidi possono antagonizzare l’effetto ipoprotrombinemico degli anticoagulanti orali (in quanto possono provocare ipercogulabilità sanguigna) ed aumentare l’incidenza di emorragie (in quanto possono provocare danni vasali).

Antidiabetici: i corticosteroidi possono ridurre gli effetti degli ipoglicemizzanti, in quanto possiedono attività iperglicemizzante intrinseca.

Antipertensivi: i corticosteroidi antagonizzano l’effetto ipotensivo degli ACE inibitori, degli alfabloccanti, degli antagonisti del recettore dell’angiotensina II, dei nitrati, dei betabloccanti, dei bloccanti del neurone adrenergico, dei calcioantagonisti.

Barbiturici, carbamazepina, fenitoina e primidone: questi farmaci antiepilettici sono induttori enzimatici (Yap et al., 2008), pertanto possono ridurre l’effetto dei corticosteroidi accelerandone il metabolismo.

Ciclosporina: riduce la clearance plasmatica del prednisone aumentandone gli effetti terapeutici nei pazienti con trapianto d’organo (rene).

Diuretici tiazidici, furosemide, acido etacrinico: il prednisone può aumentare l’ipopotassemia indotta da questi farmaci; in caso di somministrazione contemporanea di corticosteroidi e acido etacrinico può aumentare l’insorgenza di emorragie gastrointestinali.

Estrogeni: incrementano la concentrazione di transcortina, proteina plasmatica a cui si legano i corticosteroidi, riducendo di conseguenza la quantità libera di prednisone; ne diminuiscono il metabolismo incrementandone gli effetti terapeutici.

FANS: sia i corticosteroidi sia i farmaci antinfiammatori non steroidei aumentano il rischio di sanguinamenti a livello gastrointestinale; il loro uso combinato aumenta ulteriormente tale rischio (Kusunoki et al., 2007).

Glicosidi cardiaci: in caso di somministrazione concomitante con corticosteroidi aumenta il rischio di ipopotassemia.

Iperico: la somministrazione contemporanea di iperico non modifica la farmacocinetica di una singola dose di prednisone o del metabolita prednisolone (Bell et al., 2007).

Isoniazide: il prednisolone, metabolita attivo del prednisone, diminuisce la concentrazione plasmatica di isoniazide promuovendone la clearance renale e, nei metabolizzatori lenti, anche aumentandone la velocità di metabolizzazione (Sarma et al., 1980).

Itraconazolo, ketoconazolo, fluconazolo, voriconazolo: gli antifungini azolici inibiscono vari enzimi epatici (CYP3A4, CYP2C9 e CYP2C19) (Shakeri-Nejad, Stahlmann, 2006) e possono pertanto rallentare la velocità di metabolizzazione dei corticosteroidi aumentandone gli effetti.

Metotrexato: con i corticosteroidi aumenta il rischio di tossicità ematologica. In vitro il prednisone è risultato dimezzare l’attività citotossica del metotrexato (Bruckner et al., 1975).

Mifepristone: essendo il mifepristone un antagonista del recettore degli steroidi (Baulieu, 1997), può diminuire l’attività del prednisone e degli altri farmaci cortisonici anche per 3-4 giorni dopo la sua somministrazione.

Neostigmina, piridostigmina, ambenonio: possono provocare, in pazienti affetti da miastenia grave in terapia con cortisonici, grave debolezza muscolare.

Rifamicine: poichè la rifampicina è un potente induttore degli enzimi epatici (Shenfield, 1986), può aumentare la velocità di metabolizzazione dei corticosteroidi e diminuire così i loro effetti.

Ritonavir: in volontari sani (n=10) che avevano assunto prednisone, la successiva somministrazione di ritonavir ha aumentato significativamente l’esposizione sistemica al prednisolone, metabolita attivo del cortisonico (Penzak et al., 2005).

Sali di calcio: l’assorbimento dei sali di calcio può essere ridotto dalla concomitante somministrazione di cortisonici.

Sodio benzoato, sodio fenilbutirrato: la somministrazione contemporanea di corticosteroidi può ridurre gli effetti del sodio benzoato (antisettico, mucolitico) e del sodio fenilbutirrato (regolatore del metabolismo dell’urea).

Somatotropina: i corticosteroidi possono inibire gli effetti della somatotropina (ormone della crescita).

Teofillina: la contemporanea somministrazione di prednisone non modifica la farmacocinetica della teofillina (Jonkman, 1986; Upton, 1991).

Vaccini: i cortisonici diminuiscono la risposta anticorpale dei vaccini; si possono avere complicazioni neurologiche.