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Tamsulosin

Omnic, Pradif, Antunes e altri

Effetti collaterali - Quali sono gli effetti collaterali di Tamsulosin?


         

Gli effetti collaterali più comuni osservabili in terapia con tamsulosin comprendono cefalea, astenia, vertigini e sintomi simili a rinite.

Centrali: vertigini (3,4%), cefalea (2,1%), astenia (1%), sonnolenza (0,3%), insonnia.

Cardiovascolari: ipotensione posturale, palpitazioni (1,3%), sincope (0,3%).
L’ipotensione posturale è risultata maggiormente evidente nei pazienti ipertesi in terapia con tamsulosin.

Respiratori: rinite (0,3%).

Gastrointestinali: stipsi, diarrea, nausea, vomito.

Urogenitali: disturbi dell’eiaculazione (eiaculazione retrograda, riduzione/assenza del volume dell’eiaculato, eiaculazione dolorosa); meno frequenti, riduzione della libido e delle performance sessuali; (molto raro) priapismo.
E’ possibile che l’eiaculazione retrograda osservata nei pazienti in terapia con tamsulosin sia dovuta ad inibizione dello sfintere prostatico (Lieber, 1998). Sebbene il tamsulosin sia associato a disturbi dell’eiaculazione, non induce disfunzione erettile. L’incidenza dei disturbi dell’eiaculazione è compresa fra il 4-6% alla dose di 0,4 mg/die (Schulman et al., 2003; Wil et al., 2004); la prevalenza di tali disturbi tende ad aumentare con l’età del paziente e la gravità dei LUTS (Giuliano et al., 2004).

Oftalmici: sono stati riportati episodi di “sindrome dell’iride a bandiera“ (Intraoperative Floppy Iris Syndrome-IFIS) in pazienti trattati con intervento chirurgico di faco-emulsificazione della cataratta (frammentazione del cristallino con ultrasuoni e successiva rimozione), in trattamento o precedentemente trattati con tamsulosin (Chang, Campbell, 2005). In alcuni casi la sindrome è comparsa poco prima della chirurgia (2-14 giorni), in altri a distanza di diverse settimane (5 settimane-9 mesi). La “sindrome dell’iride a bandiera” è una variante della “sindrome della piccola pupilla” ed è caratterizzata da iride flaccida, da miosi progressiva intra-operatoria nonostante l’impiego di farmaci che dilatano la pupilla (midriatrici) e dal rischio di prolasso dell’iride attraverso le incisioni eseguite per la faco-emulsificazione. Nei primi due studi che hanno indagato la possibile correlazione fra tamsulosin e rischio di iride a bandiera, è emersa una prevalenza, rispettivamente, del 2% e del 2,2% (Chan, Campbell, 2005). Nel primo studio, la complicanza si è manifestata solo nei pazienti trattati con tamsulosin (63%) e in nessun paziente trattato con altri alfa1 antagonisti. Nel secondo studio il 94% dei casi di iride a bandiera si è presentato nei pazienti trattati con tamsulosin. In un terzo studio prospettico, successivo, in cui i pazienti sottoposti a intervento alla cataratta tramite facoemulsificazione in osservazione sono stati più di 1700, l’incidenza della sindrome dell’iride a bandiera è stata pari al 57% vs 1% rispettivamente nei pazienti trattati con tamsulosin e non trattati con il farmaco (p<0,001). Questo studio ha evidenziato l’assenza della sindrome dell’iride a bandiera in caso di terapia con altri farmaci alfa1 antagonisti e l’assenza di correlazione con il diabete (Chadha et al., 2007).
Poiché in vivo anche altri farmaci alfa-antagonisti avevano evidenziato la capacità di modificare il tono dilatatorio dell’iride, era stato ipotizzato un effetto di classe, che però non è stato confermato successivamente (Michel et al., 2006).
Considerando il periodo compreso fra il 2005 (anno in cui è stata fatta la segnalazione fra tamsulosin e sindrome dell’iride a bandiera) e il 2007, sulla Rete di Farmacovigilanza nazionale, le segnalazioni riportate sono state 5 in pazienti trattati con tamsulosin da più di 12 mesi, mentre nella Rete di Farmacovigilanza olandese (Lareb), le segnalazioni spontanee sono state 7 a carico del tamsulosin e 1 a carico dell’alfuzosin (ReA, 2007).

Sistemici: sintomi simil-influenzali (1,6%), infezione (3,1%); ipersensibilità (rash cutaneo, orticaria, prurito, angioedema).