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Zolmitriptan

Headzol, Zomig e altri

Tossicità - Qual è la tossicità di Zolmitriptan?


         

Sovradosaggio: è stato osservato che l’assunzione da parte di soggetti volontari sani di 50 mg di zolmitriptan in un’unica dose ha causato un effetto sedativo. In caso di sovradosaggio si consiglia di mantenere monitorate le condizioni del paziente, poiché non esiste un antidoto allo zolmitriptan e può esserci bisogno di terapie adiuvanti delle funzioni respiratoria e cardiovascolare.

Mutagenesi: zolmitriptan ha mostrato positività al test di Ames e al test di aberrazione cromosomica.

Carcinogenesi: zolmitriptan ha mostrato indurre iperplasia e adenoma delle cellule follicolari della tiroide nei ratti e topi cui erano state somministrate quantità di 400/mg/kg/die (700 volte superiore alla massima dose raccomandata nell’uomo).

Tossicità riproduttiva: l’agenzia americana FDA (Food and Drug Administration) cataloga lo zolmitriptan in categoria C per l’uso in gravidanza, poiché studi sugli animali hanno rilevato effetti avversi sul feto (teratogeni, embriotossici) e non esiste un adeguato numero di studi per valutare la sicurezza d’uso su donne in gravidanza (Soldin, 2008). Studi di tossicità riproduttiva in ratti e conigli hanno dimostrato che lo zolmitriptan è embriotossico. La somministrazione orale di 25, 100 e 400 mg/kg/die (esposizioni rispettivamente di 70, 280 e 1100 volte superiori alla dose terapeutica umana) di zolmitriptan in femmine di ratto gravide ha condotto a un incremento statisticamente significativo di morte embrionale, malformazioni fetale e idronefrosi (dilatazione anomala del bacinetto renale) nella prole.
In uno studio sui ratti è risultato un livello di zolmitriptan 4 volte superiore nel latte materno rispetto al plasma. In letteratura non vi sono dati riguardanti il passaggio di zolmitriptan nel latte materno umano.