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Infezione da Coronavirus (CoV)

Diagnosi


         

Come si diagnostica l'Infezione da Coronavirus (CoV)?

Gli esami disponibili per diagnosticare l’infezione da coronavirus comprendono:

I coronavirus causano in genere infezioni lievi delle alte vie respiratorie, rappresentano la causa del 10-20% dei casi di raffreddore comune. Raramente possono causare infezioni respiratorie gravi, caratterizzate da insufficienza respiratoria acuta, anche con esito fatale. Epidemie gravi sostenute da coronavirus sono state la SARS, sindrome respiratoria acuta grave, e la MERS, sindrome respiratoria mediorientale. Attualmente è in corso una grave epidemia sostenuta da un nuovo coronavirus, identificato come 2019-CoV.

Nel caso della SARS e della MERS la conferma della diagnosi si avvale di test di laboratorio quali il dosaggio di anticorpi specifici, la ricerca del genoma virale tramite PCR (Polymerase Chain Reaction) e l’isolamento del virus. Nel caso dell’infezione in atto in Cina, causata dal nuovo coronavirus 2019-CoV, la diagnosi si basa su un test disgnostico specifico che utilizza la RT-PCR (Reverse transcriptasi-polymerase chain reaction), variante della tecnica della reazione a catena della polimerasi.

Per l’epidemia sostenuta dal 2019-CoV, con focolaio nella citta cinese di Wuhan, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di utilizzare per la diagnosi campioni ottenuti dal secreto bronchiale, dall’aspirato endotracheale o tramite il lavaggio broncoalveolare. Nel caso non sia possibile disporre di campioni ottenuti dalla basse vie respiratorie, si possono utilizzare campioni prelavati dalle alte vie respiratorie(nasofaringe/orofaringe). Nel caso il test diagnostico sia negativo, ma la diagnosi clinica sia indicativa per infezione polmonare da coronavirus, è necessario ripetere il test su campioni prelavati in più sedi del tratto respiratorio (naso, sputo, aspirato endotracheale) e ampliare il campionamento anche a sangue, urine e feci. Una volta accertata la presenza del virus, il caso deve essere notificato all’autorità competente entro 24 ore (World Health Organization – WHO, 2020).